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Salve, sin da bambino (ho 24 anni) ho sempre avuto

Salve, sin da bambino (ho 24 anni) ho sempre avuto episodi di tachicardia parossistica. A 16 anni ho fatto uno studio elettrofisiologico transesofageo da cui risultava una tachicardia reciprocante ortodromica, sostenuta e ben tollerata, non a rischio per sviluppo di aritmie maggiori e mi era stato detto che quando, e se avrei voluto, avrei potuto fare l'ablazione per liberarmene, senza urgenza perchè non a rischio. Dopo 7 anni, durante un controllo di routine, altri medici mi hanno invece diagnosticato, a partire da un ecg durante l'aritmia "tachicardia da rientro A-V antidromica frq 210/m con alterazioni secondarie della ripolarizzazione". Mi è stata consigliata vivamente l'ablazione al più presto. Lo studio elettrofisiologico endocavitario mi sarà fatto nella stessa seduta. L'ecg a riposo evidenzia "R.S. frq 139/m con alterazioni della ripolarizzazione in sede infero-laterale (memoria elettrica)". Tutte le altre analisi, compreso l'ECO sono a posto. Come si spiega la differenza di diagnosi? Perchè lo studio transesofageo di 7 anni fa non ha rivelato questa via antidromica potenzialmente a rischio? Fra pochi giorni farò lo studio con conseguente ablazione (ospedale SS. Trinità di Cagliari) e sono un po' preoccupato...qual è l'effettivo rischio di eventi gravi (tamponamento cardiaco...versamento...) in questi casi?
Risposta del medico
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Le vie anomale atrio ventricolari possono condurre sia in senso ortodromico che antidromico. Il primo studio transesofageo può essere stato meno aggressivo e quindi non avere svelato la capacità della via di condurre in senso antidromico oppure il quadro può essere cambiato. Le vie anomale possono essere anche più di una. Il rischio dell’ablazione dipende dalla sede della via che si deve ablare. Discuta con i medici che faranno la procedura dei rischi e dei vantaggi della procedura nel suo caso specifico.
Risposto il: 06 Novembre 2006