Salve, volevo sapere il disturbo post traumatico da stress può essere legato anche a un eccessivo carico di lavoro. In realtà, al di là di questa formale categorizzazione, vorrei capire come sia possibile che un'improvvisa sensazione di perdimento (attacco di panico) durata per quasi due ore (con un vero terrore da parte mia mentre rientravo della... Leggi di più vacanze) si sia trasformata in una vera e propria sofferenza cronica. Ho provato una decina di sedute psicoterapeutiche ma sono state piuttosto deludenti. Ricordo durante quel trauma che la prima cosa a cui ho pensato era l'incapacità di lì in avanti di far fronte ai miei impegni di lavoro con diverse realtà con cui avevo a che fare. E ancora più inquietante che, avendo avuto la sensazione di impazzire in quelle due ore, la prima cosa che feci entrando in un autogrill fu quella di mettermi alla prova dialogando anche con domande banali con un commesso. E' un approccio che non ho più perso purtroppo: ancora oggi i miei pochi rapporti sociali sono segnati da paura, forte ansia, difficoltà di ideare, evitamento (per non incorrere in figuracce). E' come se da quel giorno sia rimasto segnato indelebilmente. cosa devo fare??? ancora psicoterapia? vorrei una risposta più facile e immediata. E' da notare che proprio le persone che vedo con meno regolarità ma che mi conoscono sono quelle con cui faccio più fatica ad approcciare. Come dire: con quelle vicinissime, tipo la mia compagna, nessun problema, con gli sconosciuti (salve qualche ansia da prestazione legata al loro eventuale ruolo) nessun problema, mentre con gli amici che vedo ogni tanto il terrore è quello di essere "scoperto" nel mio male, e l'impegno massacrante è quello di tentare di essere "fedele" alla persona che conoscono.grazieun caro saluto