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11-03-2004

Salve, vorrei sapere se è vero e in che misura

Salve, vorrei sapere se è vero e in che misura l'utilizzo di psicofarmaci crea problemi a livello di fegato e quali siano gli effetti al momento dell'eliminazione delle tossine assimilate durante tale utilizzo. grazie.
Dr. Fegato.com
Risposta di:
Dr. Fegato.com
Risposta
Non bisogna certo fare “di tutta l’erba un fascio”, nel senso che non tutti gli psicofarmaci comportano un danno al fegato. Comunque deve considerare che quasi tutti gli psicofarmaci sono metabolizzati dal fegato e, se usati per lungo periodo di tempo, possono arrecare un danno. Un danno epatico da farmaci (DEF) è sospettabile in tutti i soggetti che hanno iniziato un nuovo trattamento farmacologico nelle ultime settimane o mesi. Nel sospetto di DEF, sospendere il farmaco sospettato (o i farmaci sospettati) e inviare in ospedale per ricovero o ricerche diagnostiche i soggetti con sospetto DEF, soprattutto se associato a ittero, a grave compromissione generale con dolore addominale, o a manifestazioni extraepatiche, specie di tipo immunollergico (rash, febbre elevata, ipercreatininemia, piastrino- o leucopenia). Data la mancanza di trattamenti specifici (eccezione: acetilcisteina per il DEF da paracetamolo), ci si limita ai trattamenti palliativi (es: antinausea; idratazione se evidenza di disidratazione e ipercreatininemia; etc). L’epatite da farmaci può essere causata da numerosi principi attivi, come (sono sottolineati quelli utilizzabili come psicofarmaci): paracetamolo, isoniazide, etambutolo, metilDOPA, inibitori delle monoaminossidasi, indometacina, fenitoina, alotano, amanitina (sostanza contenuta in un fungo velenosissimo: l'amanita phalloides), sulfamidici, fenilbutazone, clorpromazina, benzodiazepine, imipramina, solfaniluree, diuretici tiazidici, dicumarolo e suoi derivati, numerosi antiblastici, contraccettivi orali, tetracicline, cloramfenicolo e alcuni farmaci anti-tiroidei. Il meccanismo del danno indotto da farmaci è vario: alcune sostanze si comportano come tossici cellulari diretti, e in questo caso il danno è correlato alla dose; altre inducono invece una reazione da ipersensibilità, con danno non dose-dipendente; altre ancora provocano colestasi. Tra i farmaci che possono dare colestasi, ricordiamo - per la loro larga diffusione - le benzodiazepine, usate come psicofarmaci.
TAG: Epatologia | Fegato | Gastroenterologia | Medicina interna
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