Gent.mo Professore, le scrivo per chiederle suggerimenti terapici per mio padre, attualmente 78enne, ormonorefrattario e asintomatico, con diagnosi datata 2007 di adenocarcinoma scarsamente differenziato della prostata (Grado 8°, 4+4 Gleason) con permeazione neoplastica perineurale (Adenocarcinoma bilaterale infiltrante i tessuti extracapsulari e le vescicole seminali; Stadio pT3b R1 pN0; linfonodi indenni da neoplasia). Per esaustività le riassumo le varie operazioni e terapie cui si è sottoposto nell'arco di questi 11 anni: * dal 2008 a metà 2012: TERAPIA Zoladex 10,8 (1 iniezione ogni 3 mesi) + Casodex 50 (1 al giorno) * il 17/07/2012: PROSTATECTOMIA radicale + asportazione di linfonodi regionali * dal 01/11/2012 al 21/12/2012: ciclo di RADIOTERAPIA su loggia prostatica + area linfonodale pelvica (28 sedute in tutto) * dal 01/03/2013 al 01/12/2015: TERAPIA intermittente col Bicalutamide 50mg (1 mese si e 3 mesi no) * dal 26/01/2017 al 23/02/2017 TERAPIA con ESTRACYT 140mg (3 caspule al giorno) * dal 02/02/2018 al 01/03/2018 TERAPIA con ESTRACYT 140mg (2 caspule al giorno) 01/03/2018 PSA 1,093 15/03/2018 PSA 1,279 Tac - Scintigrafia ossea - Pet Psma - Pet Rame64 - Risonanza magnetica Tesla 3 - TUTTE NEGATIVE (no metastasi). Vista la scarsissima efficacia dell'Estracyt (unita ai pesanti effetti collaterali su emocromo e pressione arteriosa riscontrati da mio padre), le chiedo un consiglio su terapie alternative da intraprendere per contrastare l'aumento del PSA. Esistono altre possibilità di cura? La ringrazio anticipatamente per la sua disponibilità.