Gentili dottori, ho 36 anni ed a partire dalla adolescenza, probabilmente anche a causa di difficili vicissitudini familiari, ho sofferto di una forte anzia accompagnata a depressione ed a pensieri ricorrenti. Ho sofferto di tali patologie sino all'età di 24 anni e poi sono stato davvero bene, tranne qualche piccola ricaduta pari a non più di una... Leggi di più settimana. Due anni fa mia moglie ha avuto una grave malattia dalla quale si è miracolosamente ripresa, ho tenuto le redini della famiglia che comprende due figli molto piccoli e circa 10 mesi dopo tale evento ho cominciato a soffrire di attacchi di panico, fenomeni mai accusati in precedenza. E' comparsa l'anzia anticipatoria, che occupava gran parte delle mie giornate e l'angoscia costante, che negli ultimi mesi era accompagnata a pianto ricorrente e difficoltà ad interagire con gli altri nonchè fastidio nel vivere l'intera giornata. Provo sollievo solo alla sera. Ho iniziato una psicoterapia e da circa 14 giorni ho raggiunto la dose di una compressa da 10 mg di cipralex, che mi provoca solo un pò di sonnolenza. Negli ultimi due mesi sono tornati prepontentemente ad assillarmi i pensieri che già mi assillavano in adolescenza, del tipo: perchè siamo fatti così? perchè parlo? perchè mi muovo? Pensieri assurdi di cui non mi interessa nemmeno sapere la risposta, eppure ritornano ed occupano le mie giornate, facendomi sentire come se avessi il più grande problema del mondo da risolvere. Più o paura di formulare tali pensieri e più mi vengono in mente, creando un circolo vizioso. Da sempre sono ipocondriaco e ho sempre qualcosa che mi preoccupa, fisica o mentale che sia. Veniamo alle domande: Il cipralex può aiuare tale situazione? E' normale che gli effetti tardino ad arrivare (premetto che di attacchi di panico veri e propri non ne ho più da diversi mesi)? Questo continuo rimurginare su cose assurde ha una componente ossessiva che può essere risolta con l'assunzione del cipralex? In cosa tutto ciò può degenerare? Grazie mille a chi vorrà rispondermi.