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Esperto Risponde

USO DELLE PARACENTESI RIPETUTE NELLA cirrosi scompensata

Gentilissimo dottore, non è la prima volta che le scrivo, intendo ringraziarla calorosamente per il supporto che il vostro sito offre a noi tutti. Mi piacerebbe molto che i medici con il camice, quelli che vediamo, in carne ed ossa nei nostri ospedali, che hanno sempre i secondi contati per rispondere alle nostre domande, si interrogassero sulla grande popolarità e sul successo del vostro, ed altri siti. Personalmente posso dire di aver conosciuto la malattia di mio papà attraverso voi, tanto mi sentivo, quasi inopportuna, invadente a chiedere spiegazioni più dettagliate allo staff medico del mio ospedale , sempre maledettamente di fretta. Forse tutti noi, pazienti e non, dovremmo manifestare più apertamente il nostro disagio, ma è anche vero che l'ansia, la preoccupazione per la sorte dei nostri cari, o la stessa nostra, ci impediscono di chiedere ai nostri dottori più pazienza, più tempo, spesso, haime! Più umanità... Ok scusi la piccola dvagazione...DOMANDA: ho saputo, da altri medici di una clinica più importante, che le paracentesi vanno effettuate in presenza di tensione addominale, difficoltà respiratorie, insomma in casi di effettivi ed evidenti disagi. Sono preoccupata perchè a mio padre 83 anni, sono state esuguite numerose paracentesi anche in assenza di tensione addominale ecc Concludendo mi sembra d'aver capito che la paracentesi in sè è potenzialmente dannosa se non strettamente necessaria, oppure no? Parecentesi ripetute settimanalmente ad malato anziano di cirrosi epatica possono, di per sè accorciargli la vita! Oppure ho capito male? Grazie ancora di cuore!
Risposta del medico
Dr. Massimo De Luca
Dr. Massimo De Luca
Specialista in Gastroenterologia
Non è vero che la paracentesi in sè è potenzialmente dannosa per il paziente affetto da cirrosi epatica. Soprattutto se è condotta in maniera appropriata (contemporanea somministrazione di albumina ev). E' chiaro che l'indicazione alla paracentesi va posta con giudizio e se non strettamente necessaria va cercata di evitare. Tuttavia molti studi clinici affidabili confermano che sia la paracentesi sia la terapia diuretica hanno le stesse implicazioni e sono da considerare pressocchè sullo stesso piano, essendo la prima più celere nel dare una risposta terapeutica (miglioramento dell'ascite). Parecentesi ripetute settimanalmente ad un malato anziano di cirrosi epatica non possono, di per sè accorciargli la vita, più di quanto non faccia la terapia diuretica protratta.
Risposto il: 09 Dicembre 2008