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L’ESPERTO RISPONDE

Viagra e nitroderivati

Ho letto nelle vostre pagine che, se nelle ore successive all’assunzione del viagra, si verificasse un evento cardiaco ( infarto miocardio, ecc) bisogna informare i medici soccorritori precisando quanto farmaco si è assunto e quando. Questo perché - se ho capito bene - la terapia d’urgenza dev’essere opportunamente adeguata dosando i nitroderivati in quanto tali medicinali possono essere talvolta letali se associati al viagra. Vorrei avere maggiore chiarezza sull’argomento. Ad esempio non ho capito perché non c’è una risposta concreta. (vedi domanda HH/2L56808). In particolare farei tre domande: La terapia così privata di nitroderivati potrebbe venire meno nella sua efficacia? Esistono statistiche che hanno determinato se l’incidenza della mortalità è maggiore per gli infartuati che avevano assunto il viagra? In buona sostanza, si può dire che ci sono meno possibilità di salvarsi?
Risposta del medico
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I nitroderivati sono farmaci vasodilatatori che trovano indicazione nella fase di instabilità della malattia coronarica e vi è una chiara controindicazione al Viagra se non possono essere sospesi (effetto di sommazione). Detto questo, non vi sono studi che abbiano valutato l’incidenza della mortalità nelle persone colpite da infarto che abbiano assunto Viagra. I nitroderivati si danno nella fase acuta dell’infarto per favorire la vasodilatazione coronarica e quindi ridurre i sintomi, ma non sono farmaci salvavita; se all’anamnesi di un paziente con infarto acuto dovesse risultare l’assunzione di Viagra nelle ore precedenti, si potrebbe somministrare un antidolorifico di altro genere.
Risposto il: 15 Novembre 2006
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