Embolia polmonare

Ostruzione completa o parziale di un vaso arterioso polmonare, in genere di grosso calibro (ossia di un'arteria che porta il sangue dal cuore ai polmoni), dovuta alla migrazione di un trombo dal sistema venoso periferico.
L'embolo può essere un coagulo ematico (la causa più frequente), oppure goccioline di grasso (dovute ad esempio alla frattura del femore).
I disturbi lamentati dal paziente possono essere lievi (palpitazioni, modesta mancanza di fiato, respirazione accelerata, dolore al petto e tosse secca) se il vaso ostruito è piccolo, oppure molto gravi (fame d'aria, perdita di conoscenza, tachcardia, ipo-ossigenazione, aritmie, tosse, dolore al torace, ecc.).
 

Come avviene un'embolia polmonare?

L'apparato circolatorio trasporta il sangue in tutto il corpo attraverso un'articolata rete di arterie e vene. Il sistema venoso è la parte di apparato circolatorio che si serve delle vene per far ritornare al cuore e ai polmoni il sangue usato, che ha già ceduto il suo ossigeno. A volte, delle irregolarità della parete delle vene (in particolare, nelle zone dove il sangue scorre lento, come attorno alle valvole venose) possono formare un coagulo di sangue, o trombo. Una volta formatosi, il deposito di fibrina e di globuli rossi sul trombo può provocare un aumento delle sue dimensioni all'interno delle vene. Oltre a provocare l'infiammazione delle vene e l'ostruzione del flusso di sangue, vi è il forte rischio che i trombi, tutti o in parte, si stacchino dalla parete venosa e si mescolino al flusso sanguigno. Questi trombi in circolazione, o emboli, possono depositarsi nei piccoli vasi sanguigni dei polmoni. A questo punto i coaguli, chiamati emboli polmonari, possono ostruire il flusso di sangue ai polmoni, provocando mancanza di respiro, senso di lievi vertigini, tosse, dolori al torace, e anche perdita di coscienza e morte. La comparsa dell'embolia polmonare è un'emergenza che richiede un tempestivo intervento del medico.