Adozioni da parte di coppie gay

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Come cresce un bambino insieme a due genitori omosessuali? Crescere con due genitori omosessuali può compromettere lo sviluppo psicologico e sessuale del bambino?

La domanda continua a rimbalzare negli ultimi tempi sui media nazionali ed internazionali e numerosi scienziati stanno cercando di approfondire la questione. In Italia l’adozione di un bambino da parte delle coppie gay non è consentita, tuttavia ha fatto scalpore qualche settimana fa la decisione della Corte di Cassazione che ha rigettato il ricorso di un uomo che chiedeva l’affidamento del proprio figlio e ha confermato la decisione della Corte d’Appello di affidare il bambino alla madre, che oggi convive con la propria compagna.

Nella sentenza della Prima sezione civile si legge che “si dà per scontato ciò che invece è da dimostrare, ossia la dannosità di quel contesto familiare per il bambino, che comunque correttamente la Corte d'appello ha preteso fosse specificamente argomentata”.

Insomma, spiegano i giudici, un bambino può crescere in modo sereno ed equilibrato anche in una famiglia incentrata su una coppia di genitori omosessuali e finora nessuno studio ha dimostrato il contrario. È proprio così?

A condurre il più ampio studio sull’argomento (quasi tremila persone esaminate di età compresa tra i 18 e i 39 anni) è stato qualche tempo fa il sociologo dell’Università del Texas, Mark Regnerus, che concluse che i bambini cresciuti in contesti familiari gay sarebbero maggiormente esposti al rischio di tradimento, disagio psicologico, suicidio e disoccupazione.

Ma i risultati dello studio sono stati contestati da centinaia di psichiatri, professori e associazioni mediche nordamericane che hanno accusato Regnerus di aver selezionato solo persone cresciute in contesti familiari e sociali a rischio o persone che avevano risposto sì alla domanda “tuo padre o tua madre hanno avuto almeno un rapporto sessuale gay?”.

Insomma, i detrattori precisano che lo studio non prende in esame persone cresciute con coppie gay di lungo corso, stabili e serene, e quindi i risultati non possono dirsi definitivi. Lo stesso Regnerus poco tempo fa ha ammesso che il suo studio non è perfetto e se potesse lo ripeterebbe apportando seri cambiamenti metodologici.

Ma cosa ne pensano gli psicologi? I pareri non sono univoci, proprio come le ricerche scientifiche. L’Associazione Italiana di Psicologia ha ricordato che “le affermazioni secondo cui i bambini, per crescere bene, avrebbero bisogno di una madre e di un padre, non trovano riscontro nella ricerca internazionale. Infatti i risultati delle ricerche psicologiche hanno da tempo documentato come il benessere psico¬sociale dei membri dei gruppi familiari non sia tanto legato alla forma che il gruppo assume, quanto alla qualità dei processi e delle dinamiche relazionali che si attuano al suo interno”.

E Mauro Grimoldi, presidente dell'Ordine degli psicologi della Lombardia, ha dichiarato che ciò che è importante per il bambino è avere una coppia di genitori piuttosto che nessuno, indipendentemente dall’orientamento sessuale. Si tratta di opinioni, ma, precisano gli psicologi, non esistono oggi evidenze scientifiche che confermino il contrario.

Il punto di vista
Psicologia e Psicoterapia Psicologia clinica

Le adozioni seguono un iter molto complesso in Italia, per alcuni versi la burocrazia le rallenta troppo, per altri la meticolosità con la quale si scelgono le famiglie è assolutamente da apprezzare.

Scegliere una famiglia adottiva è un percorso difficilissimo. I bambini che devono essere adottati in genere sono bambini che hanno sofferto. Ancora più degli altri hanno necessità di cure, attenzioni, amore. L’adozione in sé anche una volta avvenuta è una storia difficile in cui vanno ricomposti i pezzi di storie diverse, di persone che si incontrano sui reciproci bisogni.

Tutto questo c’è da fare per proteggere i bambini. Qualunque sesso abbiano i genitori adottivi. È molto più importante occuparci dei bambini. Che siano con persone amorevoli e sane.

06/06/2015
30/01/2013
TAG: Psicologia | Bambini | Genitori | Salute mentale