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Aumento del rischio di asma per gli sportivi: perché?

Aumento del rischio di asma per gli sportivi: perché?

L'asma colpisce anche gli atleti che non ne hanno mai sofferto prima. Secondo uno studio la colpa è di un allenamento troppo intenso.

L’asma colpisce, stando ai numeri dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, più di cento milioni di persone. Si tratta di un trend in aumento, complice anche l’inquinamento urbano, l’esposizione al fumo passivo e l’incremento dell’Incidenza delle allergie.

Tuttavia un soggetto che soffre di asma può vivere una vita del tutto normale e gratificante e può anche diventare uno sportivo. Sono tanti i casi, a guardare solo il panorama nazionale, di atleti che sono riusciti a raggiungere traguardi importanti nelle loro discipline anche se soffrono di asma: due esempi per tutti, la nuotatrice Federica Pellegrini e lo sciatore Giorgio Di Centa.

Ma se un soggetto asmatico può tranquillamente fare sport, purché segua qualche accorgimento indicato dallo specialista, non si può dire lo stesso per chi di Asma non ha mai sofferto e fa sport a livello agonistico.

Un recente studio presentato in occasione del congresso dell'Accademia europea di allergologia ha mostrato come un allenamento troppo intenso possa causare un aumento del rischio di Asma per atleti che ancora non soffrono di questo disturbo.

Gli studiosi dell’Istituto di Medicina Molecolare del Cnr di Roma hanno arruolato, in collaborazione con il CONI, circa un migliaio di atleti che hanno preso parte ai Giochi Olimpici di Pechino e hanno scoperto che tra loro il tasso di asma era del 15%: un dato molto superiore a quello che si registra nella popolazione e che non va oltre il 3-5%.

Sergio Bonini, autore dello studio, ha spiegato che la causa di questo aumento del rischio sta nell’allenamento fisico, spesso troppo intenso, “che riduce il numero delle cellule immunitarie che proteggono dalle infezioni” e ciò provoca una maggiore esposizione a infiammazioni allergiche e asma.

Inoltre quando si fa un allenamento intenso si va in iperventilazione, un respiro rapido e corto che viene mantenuto per lungo tempo e che è responsabile della disidratazione, che a sua volta può favorire l’improvviso restringimento delle vie aeree e provocare l’asma.

Secondo quanto spiegato dai ricercatori questa scoperta potrebbe anche contribuire a spiegare l’eccessivo l’impiego, spesso sotto accusa, dei farmaci anti-asma da parte degli atleti con l’obiettivo di migliorare la propria prestazione in gara. Come ridurre il rischio di asma se si fa sport a livelli agonistici?

È importante seguire una alimentazione ricca di grassi Omega 3, contenuti, ad esempio, nell’olio di pesce perché questi preziosi antiossidanti contribuiscono a prevenire le infiammazioni, ad aumentare la resistenza e a migliorare dell’80% la funzionalità polmonare.

Ultimo aggiornamento: 03 Febbraio 2020
3 minuti di lettura
Commento del medico
Dr. Sergio Lupo
Dr. Sergio Lupo
Specialista in Medicina dello sport

Cerchiamo di chiarire meglio l’argomento: che l’attività fisica intensa possa aumentare la produzione di radicali liberi e diminuire le difese immunitarie è vero, ma è anche vero che una corretta attività fisica, pur se molto intensa, fa migliorare le difese dell’organismo, aumentando la produzione di sostanze antiossidanti.

Quindi i fenomeni realmente dannosi possono avvenire, ma in condizioni 'estreme' e/o per patologie concomitanti. Veniamo ora all’asma: la pratica di sport in cui si effettua una iperventilazione e soprattutto si respira aria non 'ottimale' per temperatura, umidità e livello di inquinamento, può essere causa di infiammazione delle vie aeree e favorire l’insorgenza dell’asma.

A detta degli pneumologi però, questi soggetti sono già dei 'potenziali' asmatici e quindi lo sport è solo la causa scatenante. Sono soprattutto gli sport che vengono praticati al freddo a favorire i fenomeni asmatici: sci di fondo (bassa temperatura e scarsa umidità dell’aria) e pattinaggio su ghiaccio (dove alla bassa temperatura ed alla scarsa umidità dell’aria, si unisce anche l’inquinamento dei motori utilizzati per mantenere il ghiaccio nelle idonee condizioni d’uso).

Quindi è vero che alcune attività sportive possono favorire le infiammazioni delle vie aeree, ma l’insorgenza di asma non è la conseguenza certa di questi fenomeni infiammatori e soprattutto, quando ciò avviene, si tratta prevalentemente di soggetti già potenzialmente asmatici.

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