Aumentano le chance di sopravvivenza ai tumori, ma le disparità tra regione e regione restano notevoli e spesso ammalarsi al Sud significa avere una possibilità di sopravvivere inferiore al 10%.

Gli ultimi dati relativi all’incidenza dei tumori in Italia e ai tassi di mortalità sono frutto di uno studio condotto presso il Centro di prevenzione che ha riesaminato i dati raccolti dall’Associazione italiana registri tumori (Airt). I risultati di questa ampia indagine sono stati pubblicati nelle scorse settimana sulla rivista Epidemiologia e Prevenzione e fanno emergere una realtà positiva e al tempo stesso preoccupante.

Da un lato, infatti, la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi risulta essere del 45,7% tra gli uomini e del 57,5% tra le donne per tutte le neoplasie, tranne che del Tumore alla pelle. I dati mostrano un miglioramento del 15% rispetto a vent’anni fa e un allineamento alla media europea, dimostrando che la diffusione e la promozione serrata di programmi di prevenzione e di screening a livello globale sono efficaci nella lotta ai tumori.

I tumori più pericolosi

Questi i tassi di mortalità per i tumori maggiormente letali: 18,9% tra gli uomini e 20,4% tra le donne per il tumore dell'encefalo; 13,7% per le neoplasie delle vie biliari; 11,5% per i tumori dell'esofago; 11,9% tra gli uomini e 15,3% tra le donne per il Cancro al Polmone; 10,5% tra gli uomini e 11,6% tra le donne per quelli del fegato; 8,2% per i mesoteliomi; infine 5,1% tra gli uomini e 7,8% tra le donne per il tumore al pancreas. Maggiori chance di sopravvivenza, invece, per questi tipi di tumori: i tumori al labbro (89,5%), del testicolo (88,1%), i melanomi della pelle (79% tra gli uomini e 87% tra le donne), i tumori della mammella (82,6%), i linfomi di Hodgkin (80%), i tumori della prostata (78,5%), quelli della tiroide (79,1% tra gli uomini e 88,1% tra le donne) e infine quelli del corpo dell'utero (75,9%).

Le differenze regionali

Il dato più negativo emerso dalla ricerca, coordinata da Stefano Rosso, è quello relativo ala disparità a livello regionale dei tassi di sopravvivenza al tumore. In altre parole nelle regioni centro-settentrionali si hanno maggiori probabilità di sopravvivere: circa il 10% di chance in più rispetto alle regioni meridionali. Il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Enrico Garaci, ha invitato, però, a valutare con cautela questi dati, se non altro perché il campione di pazienti preso in esame nel Sud è numericamente inferiore rispetto a quello esaminato nel Nord.

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