Max Ulivieri ha 35 anni ed è affetto da una grave forma di disabilità che non spegne, però, il desiderio sessuale né il desiderio di provare l’emozione che deriva da una carezza o da un abbraccio.

Sposato e con una vita sentimentale gratificante, Max ha deciso di dar voce a quanti non hanno avuto la sua stessa fortuna e per difendere il diritto delle persone disabili a non reprimere il proprio desiderio sessuale si è fatto promotore di una petizione online per istituire anche in Italia la figura dell’assistente sessuale.

La proposta ha già raccolto migliaia di firme, per lo più di persone senza alcun handicap. Ma cos’è l’assistente sessuale? Diffuso da molti anni negli Stati Uniti, in Svizzera, Danimarca, Olanda (dove i servizi sono anche coperti dal Servizio Sanitario Nazionale) e in Belgio, l’assistente sessuale è un professionista di orientamenti sessuali diversi e di entrambi i sessi che aiuta persone affette da varie forme di disabilità a sperimentare l’erotismo e la sessualità per riuscire a non vivere il proprio corpo solo come un handicap o un peso, ma anche come fonte di piacere e benessere.

Ad amplificare l’attenzione internazionale sulle figure degli assistenti sessuali è stato anche il film The Session, recentemente uscito nelle sale cinematografiche, che racconta la storia di una professionista che si dedica ad aiutare un giovane disabile ad intraprendere un percorso di educazione sentimentale e sessuale per riscoprire la propria dimensione sessuale ed affettiva.

L’introduzione dell’assistente sessuale in Italia sembra essere estremamente lontana. Il sesso resta ancora un argomento tabù quando si parla di disabilità e spesso tutto si risolve con il ricorso ad una prostituta. Ma in Francia qualcosa si muove. Proprio qualche giorno fa in un dipartimento nei pressi di Parigi è stata annunciata la creazione di un tavolo di riflessione sulla vita affettiva delle persone disabili.