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Maschio, femmina o genere neutro: aumentano i casi di disordine della differenziazione sessuale

Maschio, femmina o genere neutro: aumentano i casi di disordine della differenziazione sessuale

In Germania un genitore che dichiarerà la nascita del proprio figlio troverà una casella per il genere neutro da barrare in caso di sesso incerto, ermafroditismo o disordini della differenziazione sessuale.
Dal prossimo novembre in Germania un genitore che dovrà dichiarare la nascita del proprio figlio troverà, accanto alle tradizionali caselle F e M per indicare il sesso, anche una casella per il genere neutro, che potrà essere barrata in caso di sesso incerto, ermafroditismo o disordini della differenziazione sessuale.

Una condizione non tanto rara se si leggono i dati resi noti dall’Ospedale San Camilo-Forlanini di Roma qualche mese fa che rivelano come negli ultimi cinque anni siano aumentati addirittura del 25% gli INTERVENTI per cambiare sesso e come questo boom abbia riguardato anche interventi sui bambini, nati con un sesso incerto o affetti da disordini della differenziazione sessuale.

Ma cosa sono i disordini della differenziazione sessuale? Si tratta di un insieme di patologie caratterizzate da un anomalo o mancato sviluppo degli organi genitali e riproduttivi e dove spesso le caratteristiche fisiche non coincidono con quelle cromosomiche.

Ad esempio geneticamente un individuo può avere entrambi i cromosomi X (ed essere quindi di sesso femminile) e avere le ovaie, ma anche il clitoride di dimensioni tanto grandi da sembrare un pene e i testicoli; questa condizione è chiamata 46, XX DSD ed è nella maggior parte dei casi collegata ad una malattia congenita chiamata iperplasia adrenale, nella quale si verifica una carenza di un enzima indispensabile per la produzione di importanti ormoni che regolano la giusta produzione di androgeni.

Oppure un individuo può essere geneticamente di sesso maschile ma avere testicoli assenti (o ritenuti nell’addome) e organi genitali apparentemente femminili, in tal caso si parla di malattia 46, XY DSD (detta anche sindrome di Morris o "sindrome delle belle donne") caratterizzata spesso da una Sindrome da insensibilità agli androgeni per cui l’organismo è insensibile all’azione di questi importanti ormoni.

La sindrome di Morris colpisce 1 neonato su 13mila ed è considerata a tutti gli effetti una malattia rara e come tale inclusa nella lista delle malattie rare del Ministero della Salute. Ma esistono anche disordini della differenziazione sessuale caratterizzati dalla fusione di caratteristiche femminili e maschili, dalla replicazione di una terza copia del Cromosoma sessuale o dall’assenza di uno dei due cromosomi (è il caso delle donne affette dalla sindrome di Turner che hanno un cromosoma X in meno).

Ultimo aggiornamento: 06 Giugno 2015
3 minuti di lettura
Commento del medico
Dr.ssa Grazia Aloi
Dr.ssa Grazia Aloi
Specialista in Psicologia e Psicologia clinica

La decisione della Germania mi sembra degna di considerazione, perché, in effetti, si può nascere con un disordine cromosomico che rende difficile la differenziazione, ma ciò che più conta non è tanto la corretta registrazione anagrafica quanto la corretta impostazione mentale nei confronti di bambini e adulti con tali disordini sessuali.

E si spera che l'innovazione a ciò serva. Già paginemediche.it, sin dall'anno scorso, si era occupata dell'argomento con scritti sull'identità sessuale e sulla bisessualità. Chi si trova nella situazione di attribuzione incerta avrà, quasi inevitabilmente, una vita sessuale particolarmente gravosa: sicuramente nel caso di distonia con il proprio disturbo ma spesso anche nel caso di sintonia per un discorso di reazione sociale davanti ad una diversità, che è ancora altro ad esempio dalla omosessualità, per altro ormai accettata sotto parecchi aspetti come espressione di sessualità assolutamente normale dal punto di vista affettivo/sentimentale.

In entrambi i casi, si devono fare i conti con la difficoltà di trovare partner adatti alla situazione particolare, situazione che fa mettere in discussione chi sia il destinatario del proprio desiderio sessuale (un maschio o una femmina? uguale o differente da se stesso/a?), ossia confonde e fa confondere su chi si sia realmente e su chi si cerchi per la relazione, data la molto probabile non coincidenza tra appartenenza biologica e percezione psicologica.

Senza contare che è difficile accettarsi e farsi accettare nell'intimità e nella nudità quando i segni della non differenziazione sono molto evidenti (ad esempio, trattenimento nello scroto dei testicoli, clitoride enorme a forma di pene, labbra che ricoprono la vulva, eccetera); tutto ciò può dare – a torto o a ragione – la sensazione di trovarsi davanti ad una 'deformità' a volte davvero inaccettabile per se stessi e per gli altri.

Ci si può sentire dei 'mostri' e tanto occorre sul piano psicologico per una accettazione e per un progressivo sviluppo dell'idea di porre rimedio (ad esempio chirurgicamente) alla sorte. Oltretutto, altro aspetto non indifferente, il difetto genetico non dichiara il sesso in modo chiaro, pertanto il soggetto deve 'inventarselo' in base al proprio sentimento.

E quindi anche ricorrere all'intervento chirurgico di correzione non sempre risolve psicologicamente la confusione tra sesso biologico per nascita, sesso ricreato e sesso percepito. Come sempre, in situazioni di estrema delicatezza, occorre altrettanta delicatezza nell'approccio psicologico oltre che estrema competenza. Utile la lettura di un buon libro, sia pure se romanzato: Middlesex di Jeffrey Eugenides. Racconta le vicissitudini di una rara specie di ermafroditismo.

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