Il patrimonio genetico potrebbe essere la causa della psoriasi

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Pelle ispessita, arrossata ed infiammata con scaglie argentee: è la psoriasi, la più comune tra le dermatiti croniche che affligge circa il 2-3% della popolazione mondiale e il 4% degli italiani e che, nel 5-10% dei casi, può diventare artrite psoriasica, una forma gravissima che colpisce soprattutto mani e piedi con danni non limitatati solo alla pelle, ma che coinvolgono anche le ossa e le articolazioni.

Si tratta di una malattia infiammatoria della pelle, generalmente di natura cronica ma non infettiva, che viene facilmente diagnosticata attraverso l’analisi della zona interessata. Chi ne soffre dovrà conviverci per tutta la vita e alternerà momenti più critici (periodi particolarmente stressanti, i passaggi delicati della pubertà e della menopausa) ad altri in cui la patologia non si manifesta affatto.

Cosa provochi la Psoriasi è ancora da definire: innegabili le componenti ereditarie (il 36% dei pazienti ha uno o più parenti in famiglia con dermatiti o sintomi simili).

Recentemente sulla prestigiosa Nature Genetics sono apparsi ben cinque studi che hanno analizzato il genoma di persone affette da psoriasi e lo hanno messo a confronto con quello di persone sane: i risultati di uno di questi studi ha permesso di individuare sei nuove regioni del genoma associate alla psoriasi e di focalizzare l’attenzione soprattutto sull’interazione tra le regioni HLA-C e ERAP1.

E anche l’Italia ha svolto un ruolo importante: Giuseppe Novelli ed Emiliano Giardina, genetisti dell’Università Tor Vergata, hanno preso parte a due di questi studi che hanno permesso di tracciare una più ampia mappa genetica della psoriasi.

Quel che è certo è il meccanismo che scatena la malattia: le cellule epiteliali muoiono rapidamente senza subire i naturali processi di maturazione. La pelle presenta macchie rossastre ricoperte di squame bianche che si sovrappongono l’una all’altra e che lentamente si seccano.

I sintomi possono peggiorare durante la stagione fredda, in concomitanza con l’assunzione di alcuni farmaci (come quelli a base di Litio, i beta- bloccanti e gli antimalarici) e in periodi di particolare Stress psicofisico.

Ogni soggetto può manifestare la malattia in modo più o meno evidente e soffrire o meno di prurito o fastidio, così come non esiste una terapia efficace per chiunque: ogni paziente reagisce in maniera del tutto personale ai trattamenti.

La Terapia prevede, di solito, il trattamento con farmaci per bloccare il processo che colpisce le cellule epiteliali. Le creme cheratolitiche sono le più utilizzate per affrontare i disturbi all’epidermide causati dalla psoriasi, ma anche prodotti a base di vitamina D sono molto utilizzati.

La fototerapia (l’esposizione ai raggi solari) resta, però, la terapia migliore e estremamente efficace, soprattutto  per i casi più gravi.
 


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Il punto di vista
Dermatologia e venereologia

Le terapie per la psoriasi prevedono sia l'applicazione di creme (es. cortisonici, cheratolitici, catrami vegetali, derivati della vitamina D, etc...), sia l'esposizione graduale ai raggi ultravioletti (es. sole, solarium, lampade UVB a banda stretta, etc...), sia l'impiego di farmaci assunti per via orale (es. retinoidi, immunomodulatori, etc...).

Gli attuali protocolli terapeutici prevedono, oltre alle terapie tradizionali, la possibile associazione con una nuova classe di farmaci sistemici, cosiddetti 'biologici' (infliximab, etanercept, adalimumab, ustekinumab, etc) basati su un meccanismo d'azione più sofisticato rispetto ai trattamenti tradizionali, da valutare da paziente a paziente, al momento della visita specialistica.

Esistono farmaci mirati anche in base alla variante clinica di psoriasi, da adattare al momento della visita dermatologica, in base al tipo e alla localizzazione delle manifestazioni cliniche.

La psoriasi genitale ad esempio, sarà trattata con farmaci privi di sostanze cheratolitiche, contrariamente alla psoriasi ungueale o alla psoriasi della regione plantare che invece richiedono quasi sempre l'azione di sostanze cheratoregolatrici.

Allo stesso modo una psoriasi pustolosa delle aree palmoplantari, sarà trattata con farmaci diversi, rispetto ad una psoriasi classica dei gomiti o del cuoio capelluto.

Per il trattamento di aree molto delicate (es. psoriasi palpebrale, cheilite psoriasica, etc) vanno utilizzati prodotti specifici, privi di agenti irritanti. In affiancamento alla terapia farmacologica tradizionale, esistono anche prodotti specifici per la detersione del paziente affetto da psoriasi (es. detergente, shampoo, etc) contenenti sostanze ad azione riduttrice.

Quando le manifestazioni psoriasiche interessano diverse aree del corpo, il dermatologo può ricorrere all'indice PASI (Psoriasis Area and Severity Index) per monitorare nel tempo, l'andamento e il buon esito delle terapie effettuate.
 

07/11/2016
28/10/2010
TAG: Dermatologia e venereologia | Pelle