10/04/2017

La causa della celiachia? Potrebbe essere un'infezione virale

la causa della celiachia potrebbe essere un infezione virale
Massimo Canorro
Scritto da:
Massimo Canorro
Giornalista & web content editor

Uno studio condotto dai ricercatori dell’università di Chicago e di Pittsburgh, pubblicato sulla rivista Science, rivela che un’infezione da reovirus potrebbe essere la causa dello sviluppo di alcune malattie autoimmuni, come la celiachia oppure il diabete di tipo 1. La ricerca, che vede tra gli autori anche l’italiana Valentina Discepolo dell’Università di Chicago e dell'Università Federico II di Napoli, potrebbe gettare le fondamenta per lo sviluppo di un vaccino preventivo atto a contrastare tali patologie (nello specifico, un vaccino da somministrare a bambini che sono ad alto rischio di celiachia, ovvero l’intolleranza alla proteina del grano, il glutine).
Il dato interessante riguarda il fatto che la celiachia è sempre stata ritenuta di origine genetica, ma da alcuni anni si susseguono studi che indicano come a velocizzare la sua comparsa potrebbero essere infezioni virali in soggetti già predisposti.

Lo studio dei “reovirus”

“In questo lavoro sono stati studiati i reovirus, che sono una comune famiglia di virus che infettano quasi tutti gli esseri umani nel corso della loro esistenza” spiega il dottor Terence Dermody, tra gli autori della ricerca. “Queste infezioni raramente causano una malattia”.
Gli esperti hanno testato due ceppi di reovirus su topi osservando che soltanto uno dei due è in grado di ridurre la tolleranza al glutine e, di conseguenza, scatenare lo sviluppo della celiachia. L’infezione con questo virus provoca una reazione infiammatoria intestinale e la perdita della tolleranza al glutine.

Spiega la dottoressa Discepolo: “L’infezione ha scatenato un meccanismo che ha mandato in confusione il sistema immunitario e gli ha fatto ‘vedere’ il glutine come fosse un virus da combattere”.

Gli anticorpi e la molecola IRF1

I ricercatori hanno osservato che pazienti celiaci hanno nel sangue una quantità eccessiva di anticorpi specifici contro i reovirus, presentando – allo stesso tempo – una quantità eccessiva della molecola “IRF1” (Interferon regulatory factor 1) coinvolta nella perdita di tolleranza al glutine.

Riprende Dermody: “I nostri dati suggeriscono che in bambini ad alto rischio di celiachia – con familiari malati – l’infezione da reovirus al momento dell’introduzione del glutine nella dieta (nel corso dello svezzamento) potrebbe scatenare una reazione immunologica al glutine culminando nella malattia”.

Che cos'è la celiachia

Scatenata dall’ingestione di glutine in soggetti geneticamente predisposti, la celiachia rappresenta un’infiammazione cronica dell’intestino tenue. Si tratta di una malattia autoimmune che può essere identificata con assoluta sicurezza e colpisce, secondo i dati resi noti dall’Aic (Associazione italiana celiachia) un italiano ogni 100/150.

Contraddistinta da un quadro clinico assai variabile (si spazia dalla diarrea profusa con marcato dimagrimento ai sintomi extra-intestinali fino all’associazione con altre malattie autoimmuni), la celiachia non trattata può portare a complicanze serie, come il linfoma intestinale. Attualmente l’unico trattamento efficace prevede una dieta priva di glutine, eliminando grano, segale e orzo.

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Per approfondire guarda anche: “Celiachia: la diagnosi“

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