Sembra passato un secolo da quando Anna Magnani dichiarava di amare le sue rughe perché aveva impiegato una vita intera per farsele. Oggi la chirurgia plastica è un ambito che non conosce crisi.

E se è in aumento il numero di persone che cercano nelle mani di un chirurgo plastico la soluzione ad un disagio che si riflette anche sulla sfera emotiva e sociale, non mancano casi estremi né pazienti che ricercano un ideale di perfezione sempre più difficile da raggiungere. E le icone e i VIP rappresentano un modello al quale guardare con sempre maggiore frequenza.

Il New York Magazine, ad esempio, racconta che dal 2011 le richieste di farsi rifare un naso del tutto simile alla principessa Kate Middleton sono addirittura triplicate. E spesso balzano agli onori della cronaca notizie davvero ai limiti dell’immaginario.

È il caso della ventunenne Valeria Lukyanova che avrebbe speso la cifra esorbitante di 800mila dollari per sottoporsi a numerosi INTERVENTI di Chirurgia plastica e ritocchi estetici al fine di diventare uguale alla Barbie. La giovane ucraina non solo si sarebbe fatta togliere una costola per restringere il punto vita, ma utilizzerebbe Photoshop e trucchi per assomigliare in modo sempre più evidente alla famosa bambola. Il suo caso non è il solo.

Ha fatto notizia anche la storia della giovane Anastasia Shpaghina che si è sottoposta a interventi di chirurgia plastica e ha modificato il suo look in modo da trasformasi in un personaggio dei manga giapponesi, e non mancano casi che vedono coinvolti uomini: in una recente apparizione televisiva, infatti, Valeria è apparsa al fianco di Justin Jedlica che ha trasformato la sua fisionomia per assomigliare a Ken.

Di fronte a simili esempi, gli esperti ribattono che è evidente come in certi casi il disagio e il mal di vivere possano trovare l’unica risoluzione in una radicale trasformazione del proprio aspetto fisico, nell’impossibile intento di diventare qualcun altro.

E di fronte a queste notizie gli psicologi e i sociologi avvertono: bisogna difendere i giovani, soggetti estremamente vulnerabili in questa società nella quale l’aspetto esteriore ricopre un ruolo schiacciante, affinché i casi estremi raccontati dai media non alimentino tendenze ai disturbi dell’alimentazione, come l’Anoressia o la bulimia.

Gli esperti non stanno a guardare e studiano il fenomeno: al pari delle altre dipendenze, come droga o gioco d’azzardo, il ricorso alla chirurgia plastica va frenato per evitare gli eccessi. Esiste davvero il rischio di assuefazione agli interventi di chirurgia plastica?

Roberta Resega, psicologa e psicoterapeuta dell'Ospedale Fatebenefratelli di Milano ne è certa: la chirurgia estetica ormai è a portata di tutti e soprattutto tra gli adolescenti il rischio che il ricorso al ritocco estetico diventi una dipendenza è alto. Perché a guardare i modelli imposti dalla società e dai media molti pensano che non si sarà mai abbastanza perfetti.