Giornalini per teenager, luoghi comuni e passaparola, film, internet. Il sesso si impara così e resta un tabù, soprattutto in famiglia.

Un’indagine condotta dalla Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (Sigo) squarcia il velo sulla difficoltà insormontabile con la quale i genitori e gli adulti in generale approcciano l’educazione sessuale verso gli adolescenti. Dai risultati del sondaggio emerge che solo il 4% dei giovani sa come funziona l’ovulazione o come si mette un preservativo (anche se un’indagine Ipso ha mostrato che il 65% dei giovani è convinto di saperne abbastanza, dopo essersi informato soprattutto tramite amici o internet) e che una famiglia su 3 non affronta mai l’argomento sesso.

I primi ad essere disinformati sono proprio i genitori: soltanto il 12% sa qualcosa della contraccezione ormonale, il 22% è convinto che il profilattico sia inefficace per proteggere dalle malattie sessualmente trasmesse e il 25% crede che i metodi naturali siano efficaci per proteggere i giovani dalle gravidanza indesiderate.

Eppure i dati relativi alla precoce vita sessuale dei giovani sono chiari: il 38% degli under 15 ammette di aver già avuto rapporti sessuali (mentre solo il 5% dei loro genitori crede che i propri figli siano già sessualmente attivi) e sono in aumento le malattie sessualmente trasmesse e il ricorso ad anticoncezionali d’emergenza. Ogni anno circa 10mila ragazzine diventano mamme, nel 2009 4mila under 18 si sono sottoposte a un’interruzione volontaria di gravidanza e molti di questi INTERVENTI sono stati eseguiti con la garanzia del Giudice tutelare, perché le ragazzine non vogliono far sapere nulla ai loro genitori.

Eppure i genitori restano la principale figura di riferimento per questi giovanissimi. Il problema sta nel fatto che c’è ancora molta resistenza a parlare di sesso, la maggior parte delle informazioni che i teenager ricevono in casa è di carattere puramente tecnico, e nel 56% dei casi a occuparsi di dare informazioni, per lo più alle figlie femmine, sono le mamme.