Malattie epatiche e tabù alimentari

malattie epatiche e tabu alimentari

Premesse

Quando si parla di malattie epatiche, storicamente vengono alla mente tutte le 'proibizioni' alimentari da sempre associate a tali condizioni, raramente messe in discussione, ma mai scientificamente validate, anzi talvolta controproducenti e dannose addirittura. In realtà solo in pochi casi, quando il nesso tra abitudine alimentare e malattia è evidente, o quando il ruolo terapeutico della dieta è dimostrato, è opportuno intervenire. 

Approccio dietetico differenziato

Spesso i termini di epatopatia e di insufficienza epatica sono usati in modo non corretto in quanto il paziente presenta problemi dispeptici che nulla hanno a che fare col fegato. Va operata una distinzione tra malattie epatiche acute e malattie epatiche croniche, da una parte, e malattie biliari dall'altra. Inoltre, tra le malattie epatiche vanno distinte quelle compensate e quelle scompensate.

Malattie biliari

Per quanto riguarda le malattie biliari, non vi è necessità di particolari regimi dietetici. Se si tratta di malattie biliari sintomatiche, va valutato l'intervento chirurgico; in caso di malattie biliari asintomatiche, si può seguire una dieta libera.

Malattie epatiche acute (1)

Non vi è necessità di alcun trattamento dietetico. Unica raccomandazione: la temporanea astensione da ogni bevanda alcolica. Diete inappropriate aggravano la condizione di inappetenza, nausea/vomito senza apportare alcun giovamento clinico-terapeutico.

Malattie epatiche acute (2)

Altrettanto inutili sono alcune 'forzature' spesso consigliate, quali la totale abolizione dei grassi e l'assunzione di enormi quantitativi di zuccheri. È utile che il paziente mangi secondo il proprio gradimento.

Malattie epatiche compensate

  • abolire alcol (proprietà additive tra etiologie virali ed alcol);
  • dieta libera, equilibrata;
  • ipocalorica negli obesi;
  • ipolipidica nelle steatosi.

Malattie epatiche compensate (orientamenti dietetici 1)

  • fabbisogno energetico: 25-30 Kcal/Kg/die;
  • lipidi: 30% delle calorie totali;
  • glicidi: 55-60% delle calorie totali;
  • protidi: 0.8-1.0 g/Kg/die.

Malattie epatiche compensate (orientamenti dietetici 2)

In caso di intolleranza agli Zuccheri o di diabete, che si associano frequentemente alle malattie epatiche, nell'80% dei casi la prima e nel 25% dei casi la seconda, non vi sono elevati rischi di complicanze legate al diabete stesso e di conseguenza solo nei casi più gravi va richiesta una riduzione dei glicidi con la dieta associata a opportuna terapia.

Malattie epatiche scompensate

Ritenzione idro-salina

  • restrizione sodica (meno di 2 g/die di NaCl): eliminazione del sale dalla confezione degli alimenti; limitazione/abolizione degli alimenti ricchi naturalmente in sodio e di quelli ai quali è stato aggiunto per motivi tecnologici;
  • attenzione alle soluzioni effervescenti.

Encefalopatia epatica

  • dal punto di vista dietetico è necessario ridurre l'apporto proteico. Nella fase acuta eliminare cibi proteici per tre giorni e poi reintrodurli gradualmente; nella fase cronica non scendere al di sotto di 0.4-0.5 g/Kg/die;
  • è preferibile utilizzare proteine vegetali rispetto a quelle animali;
  • è utile l'apporto di BCAA per via orale.

Ittero

  • riduzione dei grassi in caso di colestasi severa (ad esempio, CBP);
  • aggiungere Vitamine liposolubili (A, D, E, K);
  • oli MCT (Mean Chain Triglycerides).

Tabù 1

I tabù più comuni:

  • fritture: usare olio extra vergine di oliva, non riutilizzarlo, non raggiungere elevate temperature (meglio se si usa la friggitrice)
  • mangiare bollito
  • cioccolata
  • alcuni tipi di verdure
  • grassi
  • lo zucchero fa bene al fegato

Tabù 2 : i grassi

Nemici del fegato nella credenza popolare, in realtà da qualsiasi fonte alimentare provengano, anche se cotti, non sono causa di epatopatia. Già nel 1962 Crews documentò che rigide diete ipolipidiche sono addirittura dannose. I lipidi danno un elevato apporto calorico, veicolano acidi grassi essenziali e vitamine liposolubili, migliorano inoltre la palatabilità dei cibi. Devono essere assunti liberamente, anche nella Cirrosi scompensata (correzione della malnutrizione).

Conclusioni

La gran parte dei pazienti con malattia epatica cronica può alimentarsi liberamente. Non esiste una sola dieta per pazienti con malattia epatica, ma soltanto un insieme di proposte, da adottare nelle varie fasi della storia naturale delle epatopatie. È comunque importante, soprattutto nella cirrosi, non imporre restrizioni eccessive ed inutili, sulla base di vecchi pregiudizi. È necessario in definitiva ottenere la massima adesione dei pazienti ad un regime dietetico che mantenga il più a lungo possibile un buono stato di nutrizione che è uno dei fattori principali nel condizionare la prognosi di questa malattia.

05/08/2015
19/04/2012
TAG: Gastroenterologia | Fegato | Nutrizione