Tutti più buoni a Natale?

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Sulla rete è tutto un fiorire di calendari dell’avvento. È tradizione dei Paesi dell’area linguistica tedesca realizzare un calendario che scandisca i giorni che precedono il Natale.

I bambini possono, seguendo questo calendario, vivere una particolare atmosfera carica di attesa e di significato fino al Natale.

Una sorta di conto alla rovescia per riscoprire, giorno dopo giorno, i valori legati al Natale e il significato più profondo della festa.

L’attesa, il mistero, l’atmosfera di gioia, la condivisione e il calore familiare: sono principalmente questi gli aspetti più importanti legati al Natale e maggiormente sentiti dai bambini; al di là della componente puramente edonistica e commerciale del regalo, il messaggio più importante da far arrivare ai bambini è che Natale vuol dire soprattutto donare amore, pace, affetto.

Si calcola che i bambini desiderino in media tre regali e ne ricevano undici.

Ciò dimostra che spesso gli adulti soddisfano, nel momento dell’acquisto dei regali, più una propria esigenza che un desiderio dei bambini.

Come regolarsi dunque? Non far mancare, per quanto possibile, il regalo tanto atteso, quello che è stato inserito per primo nella lista di Babbo Natale, ma anche non esagerare con decine di regali: una bulimia di pacchetti serve soltanto a confondere i bambini e a convincerli che l’abbondanza sia meglio della qualità.

Ma il Natale è un’occasione importante anche per sentirsi più buoni. Un film norvegese (Only soft presents under the tree) attualmente nelle sale racconta come i protagonisti si trovino, loro malgrado, a dover essere più buoni per forza, riscoprendo così l’autentico valore del Natale.

Stare vicino ai più deboli, a chi non ha nulla, a chi vive in condizioni di precarietà assoluta e di disagio: sono numerose le occasioni offerte nei giorni di festa da associazioni presenti sul territorio per sentirsi, almeno durante il Natale, un po’ più buoni.

Così come tante associazioni internazionali offrono l’opportunità di fare un regalo solidale che aiuterà qualche bambino che vive nelle zone più povere del pianeta.

Ma la bontà natalizia può anche essere diretta a persone più vicine: un familiare, una persona anziana, un amico in difficoltà. Riscoprire il valore del Natale significa anche abbattere le barriere legate alla pigrizia, all’orgoglio e alla paura dell’altro che spesso impediscono di esprimere solidarietà e di offrire aiuto.

Almeno per un giorno, perché non decidere di fare un dono più simbolico, ma carico di significato, invece che regali costosi e spesso impersonali?
 

 
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Il punto di vista
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Sarebbe in effetti ora che sfruttassimo anche questa crisi economica per tornare a farci raggirare meno da marche, prodotti, consumi, ed a concentrarci su altro.

Per insegnare ai nostri figli che davvero il Natale è altro, che la vita intera è altro dal consumo. Fare l’albero di Natale insieme, il presepe. Creare la magia di Babbo Natale, della Befana.

Stare tutti insieme. Questo davvero dovremmo vivere ed insegnare ai nostri figli. D’altronde se noi adulti ci spingiamo indietro con la memoria, cosa ricordiamo?

Davvero ci ricordiamo dei regali? Del singolo gioco? No. Ricordiamo l’atmosfera. Lo zio che non c’è più. L’attesa. Lo stare tutti insieme. Gli odori. I mandarini. Le luci.
 

24/07/2016
09/12/2010
TAG: Psicologia | Salute mentale