Un mix di genetica e fattori ambientali: ecco come nasce un leader

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La capacità di essere un leader sarebbe scritta anche nel Dna. È quanto hanno concluso alcuni studiosi dell’University College di Londra che hanno riesaminato i dati raccolti nell’ambito di due grandi studi epidemiologici (National Longitudinal Study of Adolescent Health e il Framingham Heart Study) su circa quattromila persone.

Secondo le analisi condotte dal team di Jan-Emmanuel De Neve possedere il gene rs4950 significa essere già a buon punto per poter diventare un leader.

Questo tipo di predisposizione genetica, infatti, copre un quarto delle abilità necessarie per essere un vero capo: le altre tre sono riconducibili a fattori ambientali e culturali.

Lo studio, quindi, da un lato dimostra che la capacità di leadership è influenzata dai geni, ma anche che per tre quarti l’ambiente nel quale si cresce è praticamente indispensabile. Secondo quanto spiegato sulla rivista The Leadership Quarterly, infatti, i geni certamente influenzano lo sviluppo umano e psichico, ma solo se vengono associati a particolari predisposizioni del carattere o a fattori ambientali e sociali.

Un esempio? Essere naturalmente estroversi aiuta a raggiungere posizioni di leadership, ma avere anche il DNA dalla propria parte aumenta le probabilità di successo. Secondo De Neve questo studio potrebbe rivelarsi molto interessante nell’ottica di voler identificare quali siano i fattori ambientali che favoriscono lo sviluppo di una capacità di leadership grazie anche all’interazione con il Dna. Anche perché la questione non è ancora del tutto chiarita.

Qual è il ruolo giocato dai geni e quale quello dello status sociale? A porsi la domanda sono stati, qualche tempo fa, anche alcuni studiosi dell’Università di Chicago, che hanno scoperto come uno status sociale elevato riesca ad influenzare positivamente sul Sistema immunitario, ma anche a modificare in positivo il Dna.

Gli studiosi, guidati da Jenny Tung, hanno fatto un esperimento con un gruppo di femmine di macaco, esaminandone il Dna e comparandolo con il rango sociale ricoperto all’interno del gruppo e provando, poi, a variare il loro status sociale inserendo gli esemplari in altri gruppi già formati. Risultato: migliorare il rango sociale comporta delle variazioni positive sullo stato di salute e sul Dna, mentre perdere lo status sociale produce uno Stress capace di provocare cambiamenti negativi del patrimonio genetico.

Il punto di vista
Psicologia e Psicoterapia

Non esiste leadership senza la capacità di comunicare in modo efficace. Tra i diversi tipi di leadership secondo il modello di White e Lippit, quella dimostrata maggiormente funzionale nelle aziende è la leadership democratica: un tipo particolare di gestione dei conflitti e del brainstorming, che dal 'singolo che impone' passa verso un gruppo che decide: scende il livello di aggressività interna, e aumenta il livello di cooperazione.

I consigli di amministrazione (CDA) funzionano secondo questo modello: ciascun componente ha una quota di società e pertanto può votare a favore o contro un particolare procedimento. Il CDA della Apple a conti fatti decise di eliminare un leader interno autoritario, di nome Steve Jobs.

Ma fu Jobs con la sua creatività e determinazione a tornare alla rimonta, e 'dominare' la Apple a suo piacimento, con scelte spesso d’impeto ed emotive ma talvolta azzeccate. L’ideale non è un leader 'guru' irrigidito nel suo ruolo, ma un leader flessibile che riesce a declinare diversi tipi di leadership a seconda dei bisogni dell’azienda. E senza dubbio per riuscire in questo intento, la genetica lavora di concerto con lo studio, l’impegno, la determinazione, l’esperienza.

06/06/2015
12/06/2013
TAG: Psicologia | Salute mentale