Ipogonadismo maschile

ipogonadismo maschile
Andrologia Urologia Patologia della riproduzione umana

Che cos'è l'ipogonadismo maschile

Per ipogonadismo si intende una insufficiente produzione di ormoni dovuta ad una ridotta attività delle gonadi umane, sia maschili (i testicoli) che femminili (le ovaie). Nel maschio in particolare questo problema clinico comporta la insufficiente produzione di tutti gli ormoni di provenienza testicolare, in particolare del testosterone.

Quali sono i sintomi di ipogonadismo

I sintomi di questo deficit ormonale sono complessi e variano a seconda dell’età in cui si manifesta questa problematica.

A livello fetale possiamo avere un non perfetto sviluppo dei genitali (ad esempio pene piccolo o assente tale da simulare un aspetto di tipo femminile); alla pubertà o prima della pubertà si possono avere importanti problemi sullo sviluppo sessuale e fisico ad esempio non cresce la barba, i muscoli non hanno il tono che caratterizzano un giovane ragazzo e la voce rimane quella di un bambino.

La mancanza di androgeni in questa tappa del fisiologico sviluppo di un uomo può comportare un aumento spropositato delle ossa lunghe, infatti il testosterone lavora rallentando in modo adeguato la crescita ossea. Si possono avere problemi sulla produzione degli spermatozoi e quindi sulla futura fertilità di questo ragazzo.

Tutto ciò, come può essere ben intuito, comporta anche pesanti conseguenze negative di ordine comportamentale e psicologico.

Nell'uomo adulto fino alla terza e quarta età la carenza di testosterone scatena una miriade di problemi sia a livello fisico, come perdita di forza ed energia (legata a sua volta alla riduzione della massa muscolare e all’aumento della massa grassa), osteoporosi e anche anemia perché gli androgeni stimolano anche la produzione dei globuli rossi; a livello psicologico possiamo avere difficoltà a concentrarsi, risposte psico-fisiche rallentate e depressione.
Ad essere compromessa è naturalmente anche la risposta sessuale con riduzione del desiderio sessuale, difficoltà ad avere un'erezione adeguata e valida ed infine problemi anche a riprodursi.

Nella terza e quarta età una riduzione del testosterone, situazione che presenta anche alcuni caratteri fisiologici, comporta sicuramente tutte le problematiche già viste nell’adulto ma talvolta il quadro è più significativo e allora si parla di andropausa.

Le cause di ipogonadismo

Le cause che possono scatenare un ipogonadismo sono varie e molteplici e possono così essere riassunte, in modo un po’ scolastico, in:

  • disturbi da mancanza di stimolo da parte dell’ipofisi e quindi il testicolo non lavora (ipogonadismi ipogonadotropici) oppure è il testicolo che non produce i suoi ormoni mentre l’ipofisi sì (ipogonadismi ipergonadotropici);
  • situazioni cliniche più rare in cui sia l’ipofisi che i testicoli lavorano ma a livello periferico i recettori per il testosterone, nei vari tessuti interessati, non funzionano, cioè vi è un’insensibilità al testosterone da parte degli organi bersaglio.

Un ipogonadismo ipogonadotropo può essere originato da problemi a livello dell’ipotalamo, dell’ipofisi o dell’asse ipotalamo-ipofisi-testicolare.
Un ipogonadismo ipergonadotropo può invece essere scatenato di problemi a livello dei testicoli che possono essere di tipo congenito (anomalie genetiche, anatomiche) o secondari a traumi, infiammazioni, tumori, agenti tossici, radiazioni, scorretti stili di vita.

La diagnosi

La diagnosi di un ipogonadismo maschile la si fa, in primis, con l’esame obiettivo. Poi, ad esempio nel giovane adulto dove la situazione più classica e frequente che vede un andrologo è quella legata ad un problema di fertilità, sono indicati i dosaggi ormonali ed un esame del liquido seminale.

Nelle forme congenite naturalmente i sintomi possono essere molto precoci, anche prima della pubertà e, in questo caso, oltre agli accertamenti ormonali mirati sono indicati accertamenti neuroradiologici e valutazioni citogenetiche, come ad esempio la mappa cromosomica.

Prevenzione

Le numerose situazioni cliniche che possono scatenare un ipogonadismo rendono il discorso prevenzione particolarmente difficile e complesso ma, se consideriamo che gli ipogonadismi, che più frequentemente oggi può incontrare nella sua comune pratica clinica un andrologo, sono quelli secondari a traumi, infiammazioni, stili di vita scorretti, tumori, sostanze tossiche da inquinamento ambientale, è in questa direzione che si deve andare per cercare di ridurre, in modo significativo, questo diffuso e importante problema clinico.

Quindi consigliare ai propri pazienti un corretto stile di vita, come non fumare, controllare la bilancia, compensare eventuali iperglicemie, mirare a ridurre l’inquinamento ambientale sono tutte strategie di prevenzione primaria e secondaria che non devono mai essere sottovalutate.

 

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