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Tomografia ad Emissione di Positroni (PET)

Cos'è

La Tomografia ad Emissione di Positroni (PET - Positron Emission Tomography) è un'innovativa indagine strumentale che utilizza composti radioattivi per diagnosticare anomalie a livello biologico molecolare che spesso precedono l'alterazione anatomica.


Come funziona

La PET si basa sull'introduzione nell'Organismo del paziente (generalmente per via endovenosa) di composti radioattivi (sonde molecolari o "tracers") legati chimicamente in una molecola metabolicamente attiva (spesso uno zucchero) e che presentano un diverso ritmo di assorbimento a seconda del tessuto interessato. Appena la molecola metabolicamente attiva raggiunge una determinata concentrazione all'interno dei tessuti organici da analizzare, il soggetto viene posizionano nello scanner.

Quando il composto radioattivo "decade" libera positroni (elettroni positivi) che a loro volta liberano radiazioni elettromagnetiche gamma: queste vengono registrate dallo scanner ed elaborate elettronicamente, in modo da comporre un'immagine capace di visualizzare le regioni in cui ci sono accumuli della sonda molecolare.
La mappa risultante viene letta e interpretata da uno specialista in medicina nucleare o in radiologia, al fine di determinare una diagnosi ed il conseguente trattamento.


A cosa serve

La PET è usata in oncologia per avere rappresentazioni dei tumori, per la ricerca di metastasi e per monitorare la risposta alle terapie anti-cancro.
In neurologia viene impiegata per visualizzare le regioni cerebrali con un metabolismo particolarmente attivo perché interessate da patologie (come nel caso dei focolai epilettici) o per evidenziare una perdita di attività cerebrale.
In cardiologia è utilizzata soprattutto per lo studio dell'irrorazione del Miocardio: con una scansione PET è possibile visualizzare e quantificare con discreta precisione il cambio di afflusso sanguigno nelle varie strutture anatomiche.

13/04/2007