Trattamento farmacologico dell'ipertensione arteriosa

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Diuretici, betabloccanti, calcioantagonisti, ACE inibitori, antagonisti recettoriali dell'angiotensina II, Alfa bloccanti, farmaci ad azione sul sistema nervoso centrale: sta al medico scegliere per ogni caso il farmaco più appropriato, o eventualmente un'associazione per combattere l'ipertensione arteriosa.

L'impiego dei farmaci - i cui effetti collaterali possono rappresentare un ostacolo per un'assunzione a lungo termine - e la realtà sanitaria di molti paesi, che non favorisce l'instaurarsi di un prolungato rapporto medico-paziente, sono fattori che costituiscono una condizione fondamentale per mantenere una buona adesione del paziente stesso alla terapia.

Diuretici
Abbassano la pressione diminuendo la quota di liquidi in circolo. Sono però sconsigliati a chi soffre di Diabete e gotta, perché tendono a far aumentare la glicemia e l'uricemia, e a chi soffre di incontinenza urinaria, perché aumentano la quantità di urina che viene prodotta.

Betabloccanti
Agiscono direttamente sulle terminazioni nervose, riducendo la contrattilità del cuore e dilatando le pareti delle arterie. Sono controindicati se si soffre di asma, perché favoriscono un restringimento dei bronchi.

Calcioantagonisti
Diminuiscono la pressione arteriosa favorendo la dilatazione dei vasi arteriosi. Sono indicati in chi soffre di cardiopatia ischemica (malattia delle coronarie).

ACE inibitori
Bloccano l'attivazione da parte del rene di una sostanza che fa aumentare la pressione (l'angiotensina II). Sono indicati, oltre che nell'ipertensione, nello scompenso cardiaco e nel diabete. In alcuni casi possono provocare una tosse stizzosa.

Antagonisti recettoriali dell'angiotensina II
Agiscono bloccando il recettore dell'angiotensina II, sostanza ipertensivante prodotta dal fegato ( angiotensinogeno) ed attivata da un Enzima prodotto dal rene (enzima di conversione). Sembrano essere del tutto privi di effetti collaterali. Consigliati come gli ace inibitori soprattutto in chi ha ipertrofia cardiaca e nefropatia diabetica come dimostrato da recenti studi.

Alfa bloccanti
Sono farmaci che provocano vasodilatazione, agendo sulle terminazioni nervose periferiche vascolari. Impiegati anche nella Terapia medica dell'ipertrofia prostatica, possono provocare (specie alla prima assunzione) brusche e spiccate riduzioni della pressione.

Farmaci ad azione sul sistema nervoso centrale
Questi composti agiscono direttamente sulla regolazione della pressione arteriosa a livello del sistema nervoso centrale. Possono interferire con l'attività sessuale (impotenza) e provocare stanchezza e senso di 'bocca secca' (xerostomia)

 
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29/12/2016
06/02/2007
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