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Terapia medica e cosmetica dei defluvi e degli effluvi

Terapia medica e cosmetica dei defluvi e degli effluvi

La terapia giusta nel trattamento dei defluvi e degli effluvi può portare benefici al soggetto che ne è affetto.

Prima di iniziare la Terapia è opportuno che il cuoio capelluto sia in ordine e che siano disponibili tutti i dati clinici e laboratoristici utili a inquadrare la causa della caduta. Ogni prodotto ha infatti un suo preciso campo d'impiego per cui utilizzare le terapie a caso comporta spesso il fallimento indipendentemente dalla “qualità” ed efficacia dei prodotti stessi. Non esistono terapie miracolose e comunque ci sono soggetti che con la terapia giusta possono trarre giovamento ed altri che in nessun modo riescono a frenare la caduta. Il problema è quindi riuscire a stabilire se il soggetto rientra o no in una categoria sensibile al trattamento e seguirlo scrupolosamente per un lungo periodo.

Estrogeni
Degli estrogeni solo l'estrone è in grado di attivare l'Enzima adenilciclasi delle cellule della matrice della papilla aumentando di conseguenza le concentrazioni di AMPc fino a dare il via ad un nuovo anagen dopo un telogen normale.
L'utilizzo degli estrogeni come tali appare riservato a casi selezionati di sesso femminile. In passato, infatti, anche l'assorbimento transcutaneo ha evidenziato effetti di tipo sistemico come metrorragie (emorragie uterine disfunzionali), telarca (crescita delle mammelle nell'individuo prepubere), ginecomastia (crescita delle mammelle nel maschio adulto), disturbi della libido, ecc.

Antiandrogeni
La loro attività è legata alla limitazione della trasformazione del testosterone in diidrotestosterone. L'utilizzo per via generale è in pratica da riservarsi al sesso femminile mentre quello per via locale è possibile anche nel sesso maschile data la costante assenza di EFFETTI COLLATERALI riferibili all'assorbimento degli ormoni.

Cortisonici
Il cortisone e i suoi derivati, somministrati per bocca, sono i farmaci di scelta per sopprimere l'increzione di ACTH (ormone adrenocorticotropo), nelle forme di iperandrogenismo causato da difetti enzimatici delle ghiandole surrenali. Per quanto riguarda la terapia locale, questa sostanza viene in genere sconsigliata dalla maggior parte degli Autori.

Xantine
Appartengono al gruppo delle purine e tre sono le più importanti: caffeina, teofillina e teobromina, derivate dalle piante dalle quali si ricavano tè, caffè e cacao. L'utilizzo topico delle xantine è privo degli effetti collaterali tipici di queste sostanze (euforia, eccitazione, aumento della frequenza battito cardiaco, tremori ecc.).

Retinoidi
L'acido trans-retinoico da solo o in combinazione con lo 0,5% di minoxidil è stato oggetto di valutazione nella terapia topica della calvizie. Studi di laboratorio hanno dimostrato la possibilità, per questa sostanza, di aumentare il numero dei recettori di membrana per l'EGF fino a 7 volte senza diminuirne l'affinità.

Tricosaccaridi
Il termine, utilizzato dall'industria cosmetica, identifica le glicoproteine, costituenti naturali del derma, quando vengono utilizzate sul cuoio capelluto. Le glicoproteine, sintetizzate dalle cellule proprie del derma, sono formate da singole catene proteiche alle quali sono legate numerose catene di zuccheri. Nel derma legano notevoli quantità di acqua e sono indispensabili per la stabilità del tessuto. La sostanza più rappresentata ed abbondante, acido jaluronico, oltre ad essere prodotta dai fibroblasti può anche essere utilizzata da questi ultimi come alimento. Le glicoproteine incrementano inoltre gli scambi metabolici fra strutture tissutali e microcircolo favorendo l'apporto di sostanze nutritive e l'allontanamento di quelle di rifiuto. Lo scopo dei tricosaccaridi applicati sul cuoio capelluto sarebbe quello di rifornire (dal punto di vista nutrizionale) la papilla germinativa e la matrice portando ad un incremento cellulare di AMPc.

Pentosi
Si tratta di zuccheri che avrebbero la possibilità, una volta penetrati e raggiunte le cellule germinative del capello, di integrarsi nello shunt dei pentoso fosfati incrementando la sintesi di ATP. Come per i tricosaccaridi, la loro reale utilità attraverso un significativo numero di sperimentazioni cliniche controllate, non è per ora confermata.

Beta 1 adrenergici
Sono le catecolamine capaci di attivare l'enzima adenilciclasi, più volte precedentemente ricordato. Localmente sono stati utilizzati il butilamino solfato e l'isossisuprina con, talvolta, riduzione del defluvio. Non si hanno tuttavia segnalazioni né di ricrescite né di effetti collaterali.

Estratti placentari
Queste sostanze sono state largamente impiegate fino ai primi anni '60, poi dimenticate, e infine riscoperte negli anni '80. Gli studi più recenti hanno evidenziato alcuni possibili requisiti delle sostanze contenute negli estratti placentari:

  1. mucopolisaccaridi: attività eparino simile, chiarificante e cicatrizzante;
  2. polidesossiribonucleotidi: attività anticomplementare (antiinfiammatoria) ed antiedema;
  3. collagene e polipeptidi: attività stimolante sulla riproduzione e riparazione dei tessuti;
  4. fattori di crescita: appartengono alla famiglia del fattore di crescita epidermico;
  5. estrogeni;
  6. progesterone;
  7. altre sostanze non identificate ad attività ormonale.

L'utilizzo degli estratti placentari è quindi, in teoria, enormemente vantaggioso ma, all'atto pratico, mentre per alcune affezioni (cutanee e non) si sono avuti risultati interessanti che giustificano l'utilizzo dei prodotti disponibili in commercio, sia in fiale iniettabili che in crema, pomata, collirio etc, nel caso del trattamento della caduta dei capelli il riscontro pratico è spesso sconfortante.

Rubefacenti
Sono le sostanze capaci di determinare iperemia attiva (eritema) nella zona di applicazione, cioè di provocare una vasodilatazione arteriosa. Il maggiore apporto sanguigno aumenterebbe le sostanze nutritive disponibili per il follicolo pilifero. Numerosi studi contraddicono questa teoria sostenendo addirittura l'inverso e cioè che in taluni casi l'aumento locale del flusso di sangue potrebbe favorire l'accumulo di sostanze dannose (testosterone, diidrotestosterone) e che, inoltre, alcuni rubefacenti (acido nicotinico) potrebbero addirittura arrivare ad inibire l'aumento intracellulare di AMPc.

Fitoterapia
L'utilizzo di piante ed erbe per la cura delle malattie è pratica antichissima ed è quindi ovvio che il cuoio capelluto non poteva sfuggire a trattamenti con sostanze vegetali più o meno “miracolose”. In alcuni casi esiste tuttavia una logica scientifica a giustificazione di questi prodotti. Di seguito alcuni esempi:

  • l'ortica contiene istamina, sostanza probabilmente in grado di attivare l'adenilciclasi di membrana (cioè la sintesi di energia);
  • il luppolo (contenuto fra l'altro nella birra) contiene estrogeni vegetali non meglio identificati;
  • la Serenoa Repens B blocca l'enzima 5 alfa reduttasi e quindi la trasformazione di testosterone in diidrotestosterone;
  • il Ginseng, del quale si utilizzano le radici, è composto da ginsenoidi. L'azione principale del Ginseng pare dovuta alla struttura ormono simile (in particolare estrogeno simile) dei ginsenosidi i quali costituirebbero degli scheletri molecolari particolarmente utilizzati dall'organismo per la sintesi di ormoni dei quali è momentaneamente carente; il Ginseng favorisce inoltre la sintesi delle proteine.
Ultimo aggiornamento: 12 Ottobre 2020
6 minuti di lettura

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