07/11/2017

Giornata Internazionale Fisica Medica, l'omaggio a Marie Curie

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Massimo Canorro
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Massimo Canorro
Giornalista & web content editor

È dedicata a Marie Curie la Giornata Internazionale della Fisica Medica 2017 (International Day of Medical Physics), che si celebra oggi 7 novembre.

Marie Curie, protagonista della Giornata Internazionale della Fisica Medica

Centocinquant’anni. Tanto tempo è passato dalla nascita di Marie Curie – all’anagrafe Maria Skłodowska – a Varsavia il 7 novembre 1867. Stiamo parlando di una donna dai numerosi primati: prima del suo sesso e fra gli scienziati ad essere insignita di due premi Nobel (fisica e chimica, rispettivamente nel 1903 e nel 1911), prima – insieme al marito – a rivelare l’esistenza di due elementi, il radio e il polonio. E ancora, inventrice della parola “radioattività” (per descrivere l’emissione, da parte della materia, di radiazioni) e prima docente donna a insegnare presso la prestigiosa Università Sorbona di Parigi.

Il tema della Giornata Internazionale della Fisica Medica

Focus della Giornata Internazionale della Fisica Medica è sulla principale responsabilità del fisico medico: la dosimetria. Si tratta della stima della dose di radiazione assunta dal paziente nelle indagini radiologiche, di medicina nucleare e nell’ambito dei trattamenti radioterapici. Allo stesso tempo occorre ricordare che il fisico medico è chiamato a verificare e assicurare la qualità e la sicurezza delle apparecchiature da utilizzare in ambito clinico e diagnostico.

La conoscenza delle radiazioni oggi

Dedicata ai ricercatori e professionisti attivi nell’ambito della fisica applicata alla medicina, in particolare la Giornata di quest’anno vedrà Pistoia – capitale italiana della cultura 2017 – il riferimento delle celebrazioni promosse dall’Associazione Italiana di Fisica Medica. Spiega Michele Stasi, presidente dell’AIFM (che all’anniversario dedica un convegno nella città toscana): “Marie Curie vinse il primo premio Nobel per la fisica per la scoperta della radioattività e delle sostanze radioattive. Esaminando tonnellate di un minerale, la pechblenda – denominazione tedesca del minerale uraninite – estratta dal giacimento di Jàchimov nella Repubblica Ceca, fu in grado di isolare il radio e il polonio e iniziare gli studi sugli effetti e sulle proprietà della radiazione”.

“Oggi, per merito del suo lavoro, abbiamo una vasta conoscenza delle radiazioni” riprende Stasi. “Sappiamo che siamo avvolti da sostanze radioattive naturali, che ci sono sostanze radioattive artificiali utilizzabili per scopi medici, per la produzione dell’energia e anche per scopi bellici. Ne conosciamo gli effetti dannosi, ma sappiamo sfruttare anche gli effetti terapeutici”.

Il futuro della fisica medica” è il titolo del convegno che si articolerà nell’arco di due giornate (oggi e domani), “durante il quale si avrà modo di incontrare tra i più illustri scienziati che operano in ambiti molto vicini al nostro”, sottolinea il presidente dell’AIFM. I lavori saranno aperti dalla lectio magistralis del Rettore dell’Università di Firenze, Luigi Dei, dal titolo “Maria Sklodowska Curie: l’ostinata abnegazione di un genio”. Quindi si dibatteranno le future sfide in riferimento a questo settore scientifico.

La radioterapia per curare i tumori

Marie Curie venne premiata con il secondo Nobel, quello per la chimica, per la scoperta del radio. Immediatamente si accorse non solo delle conseguenze di questo elemento radioattivo sui tessuti biologici ma anche della sua prerogativa di distruggere le cellule tumorali. Così l’impiego curativo della radioattività si diffuse velocemente e da quel momento il radio venne, per molto tempo, utilizzato in radioterapia per la cura del cancro.

Per approfondire guarda anche: “Radioterapia a intensità modulata”

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