Roma, 19 lug (Adnkronos Salute) - ViiV Healthcare, azienda globale specializzata nell’Hiv a maggioranza GlaxoSmithKline plc, in partecipazione con Pfizer Inc. e Shionogi Limited, ha reso noto oggi la presentazione di 12 abstract che includono dati riguardanti il suo diversificato portafoglio di opzioni innovative per il trattamento e la prevenzione dell’Hiv, già autorizzate o attualmente in sviluppo, alla International Aids Society Conference 2021 (Ias 2021), in corso in modalità virtuale fino al 21 luglio.
"Siamo entusiasti di presentare a Ias 2021 - ha commentato Kimberly Smith, Head of Research & Development ViiV Healthcare - un’ampia gamma di dati dal portfolio diversificato e dalla pipeline di farmaci di ViiV Healthcare. Nessuna singola medicina funzionerà per tutte le persone che vivono con Hiv o sono a rischio di contrarre il virus - ha sottolineato - motivo per cui stiamo sviluppando regimi innovativi a lunga durata d’azione e combinazioni a 2 farmaci che stanno cambiando il paradigma di trattamento. Non vediamo l’ora di condividere questi progressi, compresi i risultati sull’efficacia e la sicurezza a lungo termine, segno di implementazione della scienza e di preferenze che definiscono le prospettive della comunità Hiv", ha concluso Smith.
I dati più rilevanti - riferisce una nota - includono: risultati alla 48ma settimana dello studio di fase III 'Salsa' che valuta lo switch al regime a 2 farmaci dolutegravir/lamivudina rispetto alla continuazione con regime antiretrovirale corrente (Car) di almeno 3 farmaci. Esiti virologici e di benessere metabolico alla settimana 144 dello studio 'Tango' che valuta il regime a 2 farmaci di dolutegravir/lamivudina in adulti virologicamente soppressi che vivono con Hiv-1. Lo studio di fase III 'Tango' - dettaglia la nota - è stato condotto per valutare lo switch a dolutegravir/lamivudina rispetto alla prosecuzione di terapia con un regime di ≥3-farmaci (TAF-based regimen, Tbr) che includeva tenofovir alafenamide (TAF) in adulti virologicamente soppressi con Hiv-1. Dopo tre anni di terapia, dolutegravir/lamivudina ha mantenuto una efficacia virologica non inferiore rispetto a Tbr, senza interruzioni terapeutiche correlate a cause virologiche o sviluppo di resistenze rilevate nel braccio di trattamento dolutegravir/lamivudina.
Le alterazioni riscontrate nei parametri metabolici sono state simili nei bracci dolutegravir/lamivudina e Tbr, con variazioni nei parametri lipidici che generalmente continuano a favorire il braccio dolutegravir/lamivudina. Le variazioni di peso, la resistenza all’insulina e la sindrome metabolica si sono manifestati in misura comparabile tra entrambi i bracci di trattamento. I tassi complessivi di eventi avversi (Ea) sono stati simili tra i gruppi fino alla settimana 144, con il riscontro di Ea generali pari al 91% dei partecipanti nel braccio dolutegravir/lamivudina, e 90% nel braccio Car. I più frequenti Ea sono stati nasofaringite, diarrea, mal di schiena, infezione del tratto respiratorio superiore, sifilide e artralgia, e sono stati riportati in proporzioni simili tra i gruppi in trattamento.
E ancora: dati relativi a replicazione virale negli studi 'Tango' e 'Gemini-1 & 2' per il regime a 2 farmaci dolutegravir/lamivudina e dolutegravir (Dtg) più lamivudina rispettivamente in adulti virologicamente soppressi e naïve al trattamento che vivono con Hiv-1. Nello studio 'Tango' a 96 settimane di trattamento, i bracci dolutegravir/lamivudina e Tbr hanno dimostrato proporzioni simili di partecipanti con una carica virale “non rilevabile” (target not detected, Tnd) (73% vs 69%, rispettivamente), considerata una misurazione sensibile della carica virale. I dati di dolutegravir/lamivudina hanno mostrato percentuali più elevate di partecipanti con Tnd a tutte le visite di studio fino alla settimana 96 senza differenze tra tutti i gruppi divisi per viremia al basale, al 37% rispetto al 31% per il braccio Tbr. Il verificarsi di cariche virali elevate superiori a 50 copie/mL è stata inferiore nel braccio dolutegravir/lamivudina (6%) rispetto al braccio Tbr (10%). Inoltre, le modifiche nei parametri infiammatori sono state minime e comparabili tra i bracci di trattamento durante le 96 settimane di trattamento.
Gli studi 'Gemini-1 & 2' sono studi di non inferiorità di fase III progettati in modo identico, che valutano un regime a 2 farmaci di Dtg più lamivudina rispetto a un regime a 3 farmaci di Dtg + Ftc/Tdf in adulti naïve al trattamento che vivono con Hiv. I risultati hanno continuato a dimostrare nel tempo l’efficacia e la durabilità di Dtg più lamivudina negli adulti naïve al trattamenti, come dimostrato dalla proporzione di partecipanti con un Tnd da carica virale simile fino alla settimana 144 nei bracci Dtg più lamivudina e Dtg + Ftc/Tdf (Analisi Snapshot popolazione Intention to Treat-Exposed (ITT-E): 63% vs 65%, rispettivamente; popolazione osservata: 77% vs 78%, rispettivamente).
Inoltre, la frequenza dei “blips” di carica virale (Vl) fino alla settimana 144 è stato riscontrato simile in entrambi i bracci quando valutato precocemente dal Day 1 o dalla settimana 48 (Day 1 fino a settimana 144: 14.6% dei partecipanti nel braccio Dtg più lamivudina vs 19.5% nel braccio Dtg + Ftc/Tdf). I dati presentati in precedenza hanno mostrato che i tassi complessivi di eventi avversi alla settimana 144 sono stati simili in entrambi i bracci dello studio, con tassi inferiori di Ea correlati al farmaco nei partecipanti che avevano ricevuto Dtg più lamivudina rispetto a quelli che avevano ricevuto DTG + FTC/TDF (20% [146/716] vs 27% [192/717], rispettivamente).
L'azienda presenta inoltre i risultati alla settimana 48 dello studio 'Stat' che valuta il regime a 2 farmaci di dolutegravir/lamivudina per l'inizio rapido del trattamento dopo la diagnosi negli adulti con Hiv-1. Lo studio di fase IIIb è stato disegnato per valutare la fattibilità, l’efficacia e la sicurezza dell’uso di dolutegravir/lamivudina come regime di prima linea in un modello di cura Test and Treat che si osserva con sempre maggiore frequenza in pratica clinica, con trattamento iniziato nell’arco di 14 giorni dalla diagnosi prima della disponibilità dei risultati relativi a stato di co-infezione del virus dell’epatite B virus (Hbv), funzionalità renale e test di resistenza. Alla settimana 48, indipendentemente dalla terapia, l’82% (107/131) di tutti i partecipanti e il 97% (107/110) di quelli con dati disponibili ha raggiunto Hiv-1 Rna Ancora: risultati alla settimana 124 dallo studio 'Flair' che valuta cabotegravir e rilpivirina long-acting somministrato mensilmente per il trattamento dell’Hiv-1. Lo studio di fase III è stato progettato per valutare la non inferiorità del regime mensile di cabotegravir/rilpivirina rispetto alla formulazione orale giornaliera di abacavir/dolutegravir/lamivudina. I dati presentati hanno mostrato che il regime a lunga durata d’azione ha mantenuto la soppressione virologica (Hiv-1 RNA Aggiornamento risultati virologici e di efficacia di 'Hptn 084', uno studio sponsorizzato dal National Institute of Allergy and Infectious Diseases (Niaid) statunitense, controllato e randomizzato in doppio cieco per valutare l’efficacia e la sicurezza di cabotegravir sperimentale iniettabile a lunga durata d’azione per la profilassi pre-esposizione (Cab-La) per la prevenzione dell’Hiv nelle donne africane di età compresa tra 18 e 45 anni. Il farmaco di confronto è stato emtricitabina/tenofovir disoproxil fumarato (Ftc/Tdf) in somministrazione orale giornaliera; non c’è stato alcun braccio di controllo con placebo. La somministrazione La (Long Acting) di Cab e le compresse di Ftc/Tdf sono state entrambe ben tollerate durante lo studio, con la maggior parte degli eventi avversi di grado lieve o moderato, e con una frequenza ampiamente bilanciata tra entrambi i bracci di trattamento. Le reazioni nel sito di iniezione sono state più frequenti nel braccio Cab-La.
Non sono state riportate mutazioni maggiori dell’integrasi né di infezioni durante le fasi di oral lead-in o PK tail. Una volta escluse le infezioni prevalenti, l’incidenza dell’Hiv (95% CI) nel braccio Cab-La è stata 0.15 (0.03-0.45) per persona all’anno e l’hazard ratio non aggiustato per Cab-La vs. Ftc/Tdf è stato 0.08 (95%CI 0.03, 0.27) portando a una riduzione pari al 92% delle infezioni rispetto a Ftc/Tdf, che aveva un rapporto di hazard ratio non aggiustato di 1.85.
E ancora: efficacia della PrEP sperimentale a lunga durata d’azione stimata nella coorte 'Hptn 084' utilizzando un’incidenza dell’Hiv basata su un modello in assenza di PrEP. Per ragioni etiche - presicsa la nota - l’efficacia dei nuovi prodotti per la prevenzione dell’Hiv, quali cabotegravir iniettabile a lunga durata d’azione per la profilassi pre-esposizione (Cab-La) deve essere confrontata con un prodotto PrEP approvato come Ftc/Tdf. Un ipotetico controllo con placebo, utilizzando i dati del braccio placebo da trial precedenti per prevedere l’incidenza cumulativa dell’HIV in un anno di follow-up, suggerisce che Cab-La e Ftc/Tdf orale giornaliero hanno una efficacia contro l’acquisizione di Hiv del 91% (95% cred. int. 76%-97%) e del 15% (95% cred. int. -26%-44%), rispettivamente quando si considerino i dati di efficacia dello studio da entrambi i bracci sperimentali. Questo confronto basato sul modello fornisce un’ulteriore garanzia che Cab-La continua a dimostrare alti tassi di efficacia rispetto a un ipotetico braccio placebo.
Con l'obiettivo di comprendere le esperienze e le preferenze dei partecipanti in un trial PrEP iniettabile, è stato condotto 'Hptn 083', sponsorizzato dal Niaid, un trial clinico internazionale, randomizzato, in doppio cieco di cabotegravir iniettabile sperimentale a lunga durata d’azione (Cab-La) rispetto a Ftc/Tdf orale per la prevenzione dell’Hiv tra uomini cisgender e donne transgender che hanno rapporti sessuali con i maschi (Msm/Tgw). I risultati precedenti hanno dimostrato una riduzione del 66% dell’incidenza dell’Hiv nei partecipanti randomizzati a Cab-La rispetto a Ftc/Tdf. L’iniezione di Cab-la e le compresse di Ftc/Tdf sono state entrambe ben tollerate durante lo studio, con la maggior parte degli eventi avversi di natura lieve o moderata e bilanciata tra i bracci di trattamento.
E ancora, all'Ias 2021 vengono presentati i risultati della survey sull’interesse per un’opzione iniettabile a lunga durata d’azione per la prevenzione dell’Hiv e le preferenze per l’implementazione tra i maschi statunitensi che hanno rapporti sessuali con i maschi (Msm). I dati dell’indagine annual American Men’s Internet Survey di oltre 10.000 uomini comprendeva domande sulla disponibilità a utilizzare un medicinale iniettabile a lunga durata d’azione (Lai) per la profilassi pre-espositiva (PrEP) oltre a facilitatori percepiti e barriere alla sua adozione. Tra Msm, un gruppo potenzialmente a più alto rischio di contrarre il virus, il 72% ha dichiarato che l’utilizzo da parte loro della Lai-PrEP era piuttosto probabile o molto probabile. I facilitatori per l’adozione comprendevano un dosaggio ogni 2 mesi, ma è stata espressa preferenza per intervalli di dosaggio ancora più lunghi ed è stata posta l’enfasi sull’ottimizzazione dell’aderenza, della persistenza e della riduzione dell’impatto clinico. Le barriere all’adozione comprendevano il costo (52%) e un prodotto con effetti collaterali percepiti severi (30%).
ViiV Healthcare - conclude la nota - parteciperà ad un simposio Ias sulle più recenti scoperte in ambito di cura dell’Hiv, presentando una sintesi del lavoro svolto nell’ambito della sua collaborazione con l’Università del North Carolina a Chapel Hill, incluso un aggiornamento sugli approcci che inducono l’HIV latente e riducono la carica virale.