Roma, 25 set. (AdnKronos Salute/Labitalia) - Profumi, oli, creme, shampo e bagnoschiuma sono solo alcuni dei prodotti per la cura del corpo di cui si fa uso quotidiano. Ma quanta attenzione si presta alla qualità dei loro ingredienti? Se lo è chiesto Uala, sito e applicazione leader nel Sud Europa dedicato al mondo beauty, che diffonde i risultati di un'indagine su oltre 500 utenti volta a capire quanto si conosca l'Inci (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients), la denominazione usata per indicare i componenti dei prodotti di bellezza. Nonostante l'Inci sia fondamentale per tutelare la salute del consumatore, gli italiani sembrano sottovalutarlo: il 53% infatti afferma di non leggere l'etichetta prima di acquistare un prodotto di bellezza e uno su tre non ha mai sentito parlare di Inci.
Percentuali che si devono, probabilmente, alla poca informazione a riguardo: l'81% degli intervistati sostiene infatti che non si parli a sufficienza dell'Inci, contro solo il 19% che ritiene che ci sia abbastanza informazione in materia.
L'attenzione a ciò che si mette nel carrello della spesa non è per tutti i prodotti uguale: il 44% ammette di leggere ciò che acquista solo se si tratta di generi alimentari, percentuale uguale a chi dichiara di informarsi in egual misura su ciò che si mangia e ciò che si usa per prendersi cura del proprio corpo. Analizzando il comportamento di coloro che leggono l'Inci, si scopre che i prodotti per il viso sono quelli a cui si presta la maggiore attenzione (60%). Al secondo posto i prodotti per capelli (17%) e al terzo quelli per il make-up (12%). Appena il 9% dei rispondenti valuta durante l'acquisto la qualità di creme ed elisir per il corpo.
La maggior parte dei consumatori che compie scelte informate anche nel campo della bellezza ritiene parimenti importante che ciò che sta acquistando sia vegan, non testato sugli animali, senza parabeni e siliconi (60%). Chi invece si concentra principalmente su una sola dicitura valuta fondamentale verificare che il prodotto sia privo di siliconi (18%).
Tra chi spende più tempo a vagliare la qualità di ciò che mette nel carrello della spesa beauty, la marca non sembra essere sinonimo di garanzia. Ben il 71%, infatti, legge comunque i componenti del prodotto, contro il 29% di coloro che si fidano ciecamente della marca.
Ma cosa succede quando il prodotto di bellezza viene utilizzato non a casa ma in salone? Che si tratti di fare un'acconciatura, un massaggio o una ceretta, non ci si dimentica mai di chiedere cosa contengono i prodotti utilizzati nel 19% dei casi. Un altro 45% dei rispondenti chiede spesso informazioni sui prodotti, mentre il 36% ammette di non informarsi mai circa la qualità dei prodotti utilizzati dal salone.