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Come rientrare a lavoro dopo le vacanze senza stress

La fine delle vacanze coincide immancabilmente con il ritorno in ufficio. E la sindrome da rientro colpisce, in modo più o meno evidente, un italiano su due.
La fine delle vacanze coincide immancabilmente con il ritorno in ufficio. E la sindrome da rientro colpisce, in modo più o meno evidente, un italiano su due.

Come gestire il ritorno agli impegni professionali? Ecco le mosse giuste per assicurarsi energia e motivazione.

L’alimentazione è un prezioso alleato. Scegliere alimenti ricchi di sali minerali, vitamine, leggeri e digeribili, concedendosi ogni tanto qualche confort food (perfetto il cioccolato fondente, ricco di antiossidanti e triptofano che riduce lo stress) è il modo migliore per assicurare all’organismo l’energia necessaria per tornare in pista. La frutta disidratata, ad esempio, può essere un gustoso ed energetico snack per spezzare la mattinata di lavoro: albicocche, prugne, datteri e fichi secchi sono preziose fonti di zuccheri, fibre, sali minerali e ferro.

Attenzione ai ritmi: non buttarsi subito nel lavoro, ma assecondare i propri ritmi. Rallentare, prendersi un giorno di vacanza in più, ricominciare pian piano, limitarsi a spulciare le email, parlare con i colleghi, sistemare file e scrivania e rimandare le riunioni al giorno successivo sono tutti accorgimenti utili da mettere in atto laddove possibile.

Porsi degli obiettivi: ancora più che ad inizio anno, le persone tendono a fare buoni propositi al rientro delle vacanze estive. E allora via libera a nuovi obiettivi, purché siano realizzabili. Un nuovo progetto sortisce l’effetto di donare nuovo vigore ed energia mentale.

No alla pigrizia: la tentazione di rinchiudersi in casa dopo una giornata di lavoro è indubbiamente forte, ma muoversi e godere delle ore di luce e di sole fa bene al corpo e all’umore.

Cambiare le abitudini: il ritorno dalle vacanze può rappresentare un’ottima occasione per ridisegnare l’organizzazione della propria giornata. Spesso si tende a seguire una routine che perdura da anni e che non si adatta ai propri ritmi crono-biologici. L’ideale è provare a cambiare le abitudini e le attività giornaliere assecondando i propri ritmi, ad esempio se si è più mattinieri svolgere i compiti più impegnativi al mattino.

 
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