Roma, 13 apr. (Adnkronos Salute) - Partirà all'Inmi Spallanzani di Roma la sperimentazione sulla seconda dose di vaccino anti-Covid, dopo la prima con AstraZeneca, con altri prodotti tra cui il russo Sputnik. L'annuncio oggi all'Istituto nazionale delle malattie infettive, da parte del direttore sanitario Francesco Vaia e dell'assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D'Amato. Saranno 600 i volontari che, dopo la prima dose con AstraZeneca, avranno la seconda con Pfizer, Moderna e i due diversi adenovirus di Sputnik. La sperimentazione dopo l'ok dell'Agenzia italiana del farmaco Aifa.
La sperimentazione fa parte di un accordo che questa mattina verrà firmato da Spallanzani, Regione Lazio, Istituto Gamaleya di Mosca e Fondo sovrano russo d'investimento. "Questo accordo darà il via alle sperimentazioni - spiega Vaia - e ci saranno due direttrici. Una verificare se Sputnik è in grado di produrre anticorpi neutralizzanti contro le varianti che preoccupano l'Italia. Quindi ci sarà uno scambio di materiale biologico con i colleghi russi che verranno qui e lavoreranno insieme con i nostri in laboratorio. La seconda direttrice nasce perché c'è una fascia di popolazione perplessa su AstraZeneca, che ribadiamo è un vaccino sicuro e come gli altri. Faremo una sperimentazione, così come hanno fatto altri Paesi Ue, per verificare la possibilità di combinare vari vaccini. Quindi faremo uno studio 'a 4 bracci': inoculando o una dose del primo adenovirus di Sputnik o del secondo, o di Pfizer o Modena. Questa è una sperimentazione che offriamo al Paese è una possibile soluzione".
"Siamo pronti a partire già dalla prossima settimana - assicura D'Amato - Abbiamo già parlato con il presidente" dell'Aifa "Giorgio Palù, che si è detto favorevole, ed è informato anche il ministro. Questa è una collaborazione importante che rafforza la ricerca - sottolinea l'assessore - in un momento importante in cui abbiamo una certa turbolenza nei quantitativi di AstraZeneca e delle raccomandazioni su quel vaccino che hanno generato in po' di ansia".
"Chiederemo al direttore del Gamaleya di mandarci subito le dosi di Sputnik", conclude Vaia.