Il vaccino anti-Covid di AstraZeneca non smette di far discutere: continuano, infatti, a preoccupare i pochi casi di trombosi rare successivi alla vaccinazione.  

L’Agenzia europea del farmaco (EMA), dopo giorni di consultazioni sulla sicurezza del vaccino Vaxzevria, ha spiegato che le trombosi rare osservate in alcune persone che avevano ricevuto la prima dose del vaccino AstraZeneca, sono “un possibile effetto collaterale”, pertanto in alcuni paesi – compreso l’Italia – verrà somministrato in via precauzionale in base all’età. 

Vaccino AstraZeneca e i casi di trombosi 

Tutte le persone che ricevono il vaccino Vaxzevria di AstraZeneca devono essere consapevoli della possibilità che si verifichino, entro due settimane dalla vaccinazione, casi molto rari di coaguli di sangue insoliti, associati a un basso numero di piastrine nel sangue

Non si tratta più solamente di una ipotesi, ma la commissione di farmacovigilanza sulla valutazione dei rischi dell'EMA (Prac), dopo aver preso in considerazione tutte le prove attualmente disponibili, compreso il parere di un gruppo di esperti, ha stabilito che esiste ad oggi una eventualità, seppure estremamente rara, di complicanze trombotiche associate al vaccino anti-Covid Vaxzevria di AstraZeneca, entro le due settimane dalla somministrazione.  

Tuttavia, fattori di rischio specifici sul perché del verificarsi dei casi rari di trombosi non sono stati ancora confermati, così come non sono stati identificati trattamenti preventivi di questi episodi trombotici.  

Finora, la maggior parte dei casi segnalati si è verificata in soggetti di età inferiore ai 60 anni e prevalentemente nelle donne, entro due settimane dalla vaccinazione con AstraZeneca.  

Somministrazione vaccino AstraZeneca: cosa succede in Italia? 

Dunque, dopo il parere dell’EMA sul possibile nesso tra il vaccino AstraZeneca e alcuni rari casi di trombosi nelle donne under 60, l’Italia, come altri paesi impegnati nella campagna vaccinale, è corsa ai ripari con interventi cautelativi della propria popolazione.  

La nuova circolare del Ministero della Salute raccomanda, infatti, l’uso preferenziale del vaccino AstraZeneca nelle persone di età superiore ai 60 anni (anche se, comunque, il vaccino resta approvato a partire dai 18 anni di età). 

Nessun cambiamento, invece, per gli under 60 che hanno ricevuto già una prima dose AstraZeneca. Secondo la circolare, è possibile completare il ciclo vaccinale ed effettuare la seconda dose col medesimo farmaco. 

AstraZeneca e rischio trombosi: i sintomi da valutare 

L’EMA fornisce informazioni utili per riconoscere i segnali sospetti di una trombosi a seguito di vaccinazione con AstraZeneca. 

In particolare, se entro 14 giorni dalla somministrazione della dose si avverte: 

  • calore e gonfiore nella parte basse delle gambe; 
  • dolore addominale persistente; 
  • forte mal di testa o visione offuscata;  
  • fiato corto e dolore al petto; 
  • piccole macchie rosse intorno all’area dell’iniezione, 

è utile informare subito il medico di fiducia e in caso di necessità intervenire tempestivamente per evitare complicanze. 

Il vaccino AstraZeneca è sicuro? 

I benefici superano di gran lunga i rischi. L’EMA conferma la sicurezza e l’efficacia dell’uso del vaccino AstraZeneca contro il Covid-19 in quanto capace di ridurre il rischio di malattia grave, ospedalizzazione e morte connesso al Covid-19. Il rischio portato dall'infezione da Sars-CoV-2 è infatti significativamente più elevato rispetto alla probabilità di eventi trombotici in associazione alla vaccinazione.  

L'ISTH, International Society on Thrombosis and Haemostasis, ha sottolineato che i benefici della vaccinazione superano decisamente qualsiasi potenziale complicanza e raccomandano la vaccinazione a tutti gli adulti, compresi i pazienti con storia pregressa di complicanze trombotiche e i soggetti portatori di anomalie della coagulazione di tipo trombofilico. 

In caso di perplessità parla subito con un medico e ottieni chiarimenti sulla tua situazione di salute rispetto alla avvenuta o prossima vaccinazione anti-Covid.