Milano, 26 mag. (Adnkronos Salute) - "Siamo al 52esimo giorno consecutivo di calo dei ricoveri in terapia intensiva per Covid-19 in Italia, da 553 a 541, e siamo ormai al 13.26% del picco". Inoltre, a 22 giorni di distanza "dalla riapertura del 4 maggio, non ci sono segni di ritorno di fiamma del virus". E in più nel mondo Sono i due trend positivi evidenziati dal virologo Guido Silvestri, docente alla Emory University di Atlanta. Nel consueto spazio che ha battezzato 'Pillole di ottimismo' sulla sua pagina Facebook, l'esperto fa il punto sulla situazione dell'emergenza coronavirus Sars-Cov-2.
Dal 'contatore' delle terapie intensive arrivano i dati più incoraggianti, anche se "come mi fanno notare i colleghi intensivisti - evidenzia - è possibile che la fase finale di questo declino sia lenta se le degenze residuali sono lunghe. Scende anche il numero dei ricoveri totali e dei casi attivi (da 55.695 a 55.300, quindi di altre 1.395 unità)". E pure guardando fuori dai confini nazionali la situazione appare incoraggiante per Silvestri, che attacca: "Ho la vaga sensazione che il mestiere del catastrofista stia diventando faticoso".
In Germania "si registra una progressiva attenuazione dell'impatto sanitario di Covid-19, con 298 casi (ieri 431) e solo 10 morti. Le famose dichiarazioni di certi soggetti sul R0", l'indice di contagiosità, "che era magicamente diventato superiore a 1 il giorno dopo la 'riapertura' erano, come dire, non esattamente tra le più sagaci. In Francia 35 morti, uno dei conteggi più bassi da diverse settimane, mentre si segnalano solo 6 decessi in Svezia. Nel mondo ieri il numero dei morti/giorno è il più basso da marzo".
Segnali positivi anche da due studi su candidati vaccini, uno pubblicato su Lancet (fase I nell'uomo del Ad5-based vaccine della CanSino Biologicals) e l'altro su Science (studio pre-clinico nel macaco di un vaccino a Dna): "In entrambi, i vaccini inducono la produzione di anticorpi che neutralizzano il virus, e nello studio di Jingyou Yu", quello pubblicato su Science, "proteggono dalla malattia. L'ottimismo viene dalla scienza", conclude Silvestri.