Conoscere e informarsi: è questo il messaggio lanciato dalla campagna “Tumore ovarico: manteniamoci informate” in occasione della Giornata Mondiale sul Tumore Ovarico istituita dal comitato internazionale Ovarian Cancer Committee che riunisce 25 associazioni di pazienti

Anche quest’anno la Giornata Mondiale si celebra l’8 maggio. In programma, per i prossimi mesi, attività online, campagne social ed eventi sul territorio con una testimonial d'eccezione: l'attrice Claudia Gerini.

Giornata sul Tumore Ovarico, le novità della ricerca

In Italia ogni anno oltre 5.000 donne ricevono una diagnosi di tumore ovarico, uno dei più aggressivi tumori femminili. A causa di sintomi aspecifici o non riconosciuti, in circa l’80% per cento dei casi la malattia viene diagnosticata in fase già avanzata.

Oggi però lo scenario è in evoluzione e una delle novità più importanti di questi anni è la possibilità per tutte le pazienti di accedere alle terapie di mantenimento, che permettono di allontanare le ricadute dopo chemioterapia e che si sono dimostrate efficaci sul tumore ovarico.

“Finalmente, in questi ultimi anni la ricerca ha prodotto risultati importanti nel carcinoma ovarico” dichiara Stefania Gori, Presidente Fondazione AIOM. “Oggi sappiamo che un quarto delle pazienti sono portatrici di mutazioni BRCA1 e/o BRCA2, con implicazioni terapeutiche e familiari importantissime. E sappiamo che una terapia di mantenimento con farmaci orali, gli inibitori di PARP, determina lunghe sopravvivenze nelle pazienti mutate e anche nelle pazienti non mutate, le quali rappresentano la maggior parte delle donne affette da carcinoma ovarico (75%)”.

Il ruolo dei geni BRCA1 e BRCA2

I tumori ovarici si differenziano in base alla sede di origine e alla presenza di mutazioni genetiche tra le quali le mutazioni nei geni BRCA1 e BRCA2. Essere portatrici di queste mutazioni non equivale a ereditare o ad avere un tumore ma ad avere un rischio maggiore di sviluppare alcune neoplasie, rispetto alle persone non mutate.

Attraverso il test genetico è possibile sapere se si ha una familiarità o una predisposizione genetica ereditaria al tumore ovarico e questo permette di agire in fase di prevenzione per ridurre il rischio nonché, in caso di diagnosi, di scegliere la terapia farmacologica più mirata fin dalla prima linea di trattamento.

“È fondamentale ricordare che il tumore ovarico esiste, che è aggressivo e con sintomi aspecifici e che non abbiamo strumenti di prevenzione. Il primo messaggio che questa campagna di sensibilizzazione vuole trasmettere alle donne è l’importanza di tenersi informate e di curare il tumore solo nei centri d’eccellenza” dichiara Nicoletta Cerana, Presidente ACTO Onlus – Alleanza Contro il Tumore Ovarico. “Bisogna saperlo riconoscere per diagnosticarlo tempestivamente, il più presto possibile, quando il tumore, ancora limitato alle ovaie, ha ottime possibilità di guarigione”.