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In Europa e in America ancora discriminate le persone affette da epatite

Da un sondaggio on-line compiuto dal Ministero della Salute brasiliano, dati sconfortanti sulla conoscenza della malattia e sulla discriminazione vissuta dai malati. 

Almeno la metà delle persone affette da Epatite hanno subito discriminazioni e un quarto di questi ammette che i membri della loro famiglia hanno evitato il contatto fisico dopo aver scoperto che avevano l'infezione.

Sono questi alcuni dei dati emersi da una ricerca condotta dal Ministero della Salute brasiliano e che ha coinvolto 1.217 persone - infettate con epatite B o C in Europa e in America - interrogate attraverso un sondaggio online.

Lo scopo del sondaggio è stato quello di scoprire, tra le persone ammalate, quando e con quale intensità le discriminazioni influenzano la loro qualità di vita.

L'indagine ha rivelato che quasi la metà (49,6%) delle persone infette intervistate ha subito qualche forma di discriminazione e un quarto di essi ha ammesso di non avere più contatti fisici con i proprio familiari. Inoltre, di quel 73,7% che ha detto agli amici della propria condizione, quasi la metà (46,9%) ha subito discriminazioni e il 23,8% è stato escluso da qualsiasi evento sociale.

Nel caso del proprio partner, il 33,3% ha detto che la rivelazione ha influenzato il loro rapporto e quasi la metà (42,7%) ha detto che ha avuto un impatto sulla loro vita sessuale.

Ma stigma e discriminazione incidono anche sul posto di lavoro se il 10,1% di quelli che avevano reso nota la propria Patologia in ambito lavorativo, ha perso il posto di lavoro. Il risultato è che tali atteggiamenti non solo sono dannosi per le persone con Diagnosi di malattia, ma possono scoraggiare gli altri dal fare il test.

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