In Italia diagnosticati ogni anno almeno sei casi di lebbra

In Italia diagnosticati ogni anno almeno sei casi di lebbra

Molte persone pensano che la lebbra non esista più. Ecco perchè è stata istituita una Giornata dedicata alla malattia, per imparare a conoscerla.
In questo articolo:

La Giornata Mondiale dei Malati di Lebbra si celebrerà, come ogni anno, nell’ultima domenica di gennaio, in coincidenza con l’anniversario della morte del Mahatma Gandhi, avvenuta nel 1948 (Gandhi, infatti, lavorò instancabilmente per aiutare i malati di lebbra).
La Prima Giornata fu organizzata nel 1954, promossa dal filantropo e scrittore francese Raoul Follereau.

Molte persone pensano che la lebbra non esista più. Proprio per questo motivo l’obiettivo della Giornata sarà quello di aumentare la consapevolezza sulla malattia attraverso la sensibilizzazione sull’importanza della diagnosi precoce per ridurre le disabilità conseguenti, soprattutto nei bambini.

Durante la Giornata, quindi, associazioni e organizzazioni non governative (ONG) informano su come prevenire e curare la malattia, mentre i medici e altri operatori sanitari illustrano i sintomi per riconoscerla anzitempo.

La lebbra

La lebbra è una delle malattie più ‘antiche’ e conosciute. È anche nota come morbo di Hansen, prendendo il nome dal medico norvegese Gerhard Henrik Armaeur Hansen, che ha ridimensionato il concetto dell’ereditarietà della patologia. Il medico europeo, infatti, dimostrò che la causa della malattia è batterica (Mycobacterium Leprae). Questo batterio si raddoppia in un periodo che varia dai 18/20 ai 40 giorni: perciò, il periodo di incubazione è di 30 giorni.

La lebbra, se non adeguatamente trattata, può causare disabilità permanenti, in quanto il batterio colpisce i nervi periferici: arti superiori e inferiori e l’apparato oculare. Si manifesta nelle persone sensibili, cioè quelle che non sono in grado di controllare ed eliminare l’infezione dopo il contatto con il batterio, per via della propria specificità genetica e immunologica.

La lebbra, dal 1981, si può curare grazie alla polichemioterapia - PCT (associazione di tre farmaci). Dopo l’inizio di questo trattamento, il paziente non è più contagioso e, quindi, non è necessario l’isolamento.

I sintomi più comuni sono:

  • lesioni alla pelle e piaghe;
  • protuberanze che deturpano e gonfiori;
  • riduzione o perdita di sensibilità a seguito del danneggiamento dei nervi sottocutanei.

La lebbra in Italia

Come si legge in un documento diffuso dall’Associazione Italiana Amici di Raoul Follerauogni anno nel nostro Paese si diagnosticano dai 6 ai 9 nuovi casi che si presentano come patologia di importazione. Ovvero, sono italiani che hanno soggiornato all’estero in Paesi con lebbre endemica o migranti provenienti da questi Paesi.

In Italia, infine, esistono quattro centri di riferimento nazionale per la conferma diagnostica e per il trattamento della malattia: Genova, Gioia del Colle (Bari), Messina e Cagliari.

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