30/06/2017

L'esercizio fisico rallenta la progressione dell'Alzheimer

l esercizio fisico rallenta la progressione dell alzheimer
Massimo Canorro
Scritto da:
Massimo Canorro
Giornalista & web content editor

“Questo studio riconosce una serie di implicazioni per guidare la prescrizione di esercizi per proteggere il cervello dall’Alzheimer. Così, mentre molte persone si sfiduciano, ritenendo che possono fare poco per proteggersi dalla malattia, i risultati che abbiamo ottenuto suggeriscono che l’attività fisica moderata può rallentarne la progressione”. Parole del team di ricercatori dell’università del Wisconsin, che ha condotto uno studio i cui risultati sono stati pubblicati dal Journal of Alzheimer’s Disease. È risultato che svolgere attività fisica migliora il metabolismo del glucosio in aree del cervello nelle quali questo viene, di solito, peggiorato dalla malattia dell’Alzheimer.

La ricerca ha esaminato 93 persone di mezza età che avevano dei precedenti familiari legati all’Alzheimer, ma ancora senza sintomi, dotandole di un accelerometro per valutare l’attività fisica. Allo stesso tempo, i soggetti sono stati monitorati anche attraverso una tomografia ad emissione di positroni (o Pet, Positron emission tomography) particolare, capace di verificare la presenza di glucosio nel cervello.
Le persone che svolgevano esercizio moderato per almeno 68 minuti al giorno – riportano gli autori della ricerca – sono risultate avere un migliore metabolismo del glucosio proprio in corrispondenza delle aree cerebrali più affette dall’Alzheimer.

L’importanza di fare attività fisica

“Il movimento e l’attività fisica recano beneficio al malato di demenza in diversi modi: lo aiutano a rimanere indipendente, mantengono e stimolano le sue capacità mentali e fisiche, contribuiscono a fargli consumare le energie in eccesso e a facilitare il sonno notturno. Incoraggiare il malato ad avere degli interessi, a restare attivo e a fare del movimento può aiutarlo a condurre una vita il più normale possibile”. È quanto spiega, attraverso il proprio sito, la Federazione Alzheimer Italia, la maggiore organizzazione nazionale non profit dedicata alla promozione della ricerca medica e scientifica in merito alle cause, alla cura e all’assistenza per la malattia di Alzheimer.

Pur considerando che numerose attività dei malati di Alzheimer sono impedite/limitate dalla perdita di memoria, da problemi di concentrazione e dalle difficoltà fisiche, “che si tratti di attività ricreative o di compiti domestici di routine – si legge ancora – le attività aiutano a strutturare la giornata e favoriscono la socializzazione”.

Cos’è l’Alzheimer

La malattia di Alzheimer è dovuta a una diffusa distruzione di neuroni, provocata soprattutto dalla proteina betamiloide, che forma depositi che crescono nel corso del tempo tra i neuroni stessi, formando placche fino al raggiungimento della morte neuronale. La patologia è accompagnata da un’importante diminuzione nel cervello di un particolare neurotrasmettitore. La conseguenza di queste modificazioni cerebrali è rappresentata dall’impossibilità, per il neurone, di trasmettere gli impulsi nervosi, riducendo quindi la sua funzionalità. Il morbo di Alzheimer è la più comune causa di demenza: rappresenta il 60% di tutti i casi.

Per approfondire guarda anche: “Malattia di Alzheimer”

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Il morbo di Alzheimer è una forma di demenza caratterizzata da sintomi come la perdita di memoria e l'afasia.
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Massimo Canorro
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