Roma, 8 ago. (AdnKronos Salute) - Bastano più di tre tazzine di caffè al giorno per scatenare attacchi di emicrania. A scoprire l'effetto è uno studio americano del Beth Israel Deaconess Medical Center (Bidmc) di Boston, del Brigham and Women's Hospital e l'Harvard School of Public Health pubblicato sull''American Journal of Medicine'. Secondo i ricercatori consumare due tazzine non fa alcuna differenza per chi soffre di emicrania episodica, ma più di tre (o la stessa quantità di caffeina contenuta in bibite gassate o energy drink) aumentano il rischio di un forte attacco di mal di testa.
"Mentre alcuni potenziali fattori scatenanti dell'emicrania, come la mancanza di sonno, possono solo aumentare il rischio di emicrania, il ruolo della caffeina è particolarmente complesso, perché può scatenare un attacco ma aiuta anche a controllarne i sintomi", avverte Elizabeth Mostofsky del Beth Israel Deaconess Medical Center (Bidmc) tra gli autori dello studio. Secondo gli scienziati, "l'impatto della caffeina dipende sia dalla dose che dalla frequenza del suo consumo, ma poiché ci sono stati pochi studi prospettici sul rischio immediato di emicrania a seguito dell'assunzione di bevande contenenti caffeina - osservano - ci sono prove limitate per formulare raccomandazioni dietetiche per le persone con emicrania".
Nel loro studio di coorte prospettico, i ricercatori hanno esaminato 98 adulti con frequenti emicranie episodiche che hanno dovuto compilare un diario elettronico ogni mattina e sera per almeno sei settimane indicando quante porzioni di caffeina venivano consumate (tra caffè, tè, bibite gassate e bevande energetiche) e gli episodi di mal di testa. Ebbene, i ricercatori alla fine delle sei settimane di osservazione non hanno scoperto "alcuna associazione tra una o due porzioni di bevande contenenti caffeina e le probabilità di mal di testa nello stesso giorno", ma hanno verificato "maggiori probabilità di attacchi di emicrania nello stesso giorno quando venivano consumate tre o più porzioni di bevande contenenti caffeina". In conclusione secondo gli scienziati "sono necessari ulteriori lavori per confermare questi risultati, ma è un primo passo importante".