Roma, 5 ago. (AdnKronos Salute) - Hanno aggredito i medici di turno al pronto soccorso del policlinico Umberto I di Roma, insultandoli e strattonandoli, lamentando la lunga attesa. Le aggressioni sono avvenute ieri in due diversi momenti della giornata. Entrambi i responsabili, un 36enne romano senza fissa dimora invalido e una 23enne di Genzano senza occupazione, tutti e due con precedenti, sono stati identificati e denunciati dai carabinieri della stazione Macao, con le accuse di interruzione di pubblico servizio e violenza e lesioni a incaricato di pubblico servizio.
Uno dei due medici ha riportato una contusione alla spalla destra e ha avuto una prognosi di dieci giorni.
Sono in media tre al giorno le aggressioni denunciate in Italia dagli operatori sanitari (dati Inail): soltanto nell'ultimo anno, le violenze denunciate ammontano a 1.200 casi, di cui 456 hanno riguardato gli addetti al Pronto soccorso, 400 si sono verificati in corsia e 320 negli ambulatori. "E questa è solo la punta dell'iceberg, in quanto molti medici e infermieri non denunciano, per pudore, per vergogna, per timore di ritorsioni, perché ci si è abituati alla violenza, o per poter finire il turno e non lasciare i pazienti senza assistenza". A ricordarlo è il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli, raggiunto dalla notizia delle due aggressioni avvenute ieri al Pronto Soccorso del Policlinico Umberto I di Roma.
"Una recente indagine da noi condotta tramite un questionario aperto a tutti i medici italiani ha rilevato che, nell'anno precedente, un professionista su due aveva subito un'aggressione verbale, quattro su cento violenza fisica, con gravi conseguenze sulla loro salute psicofisica e ricadute sulla loro performance professionale - spiega Anelli - Per questo affermiamo che 'chi aggredisce un medico aggredisce se stesso', e che la mancanza di sicurezza e ordine pubblico presso i pronto soccorso e i presìdi ambulatoriali di guardia medica, facendo decadere le garanzie per un servizio di qualità, può arrivare a inficiare il diritto fondamentale alla tutela della salute sancito nell'articolo 32 della Costituzione".
Il ministro dell'Interno Matteo Salvini inviterà al Viminale Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri. La decisione dopo l'appello di Anelli per avere presidi di polizia nei pronto soccorso con l'obiettivo di prevenire le aggressioni agli operatori sanitari. "Mi fa molto piacere che il ministro dell'Interno Matteo Salvini - ha detto all'Adnkronos Salute il presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri - risponda con celerità ai tanti medici che ogni giorno ci mettono la faccia, il cuore, la passione e, talvolta, ci rimettono la propria incolumità".