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Pronto soccorso: consigli di pronto intervento

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Può capitare a tutti, una volta nella vita, di dover soccorrere un parente, un amico o uno sconosciuto che si sia sentito improvvisamente male o che sia stato vittima di un incidente o di un'aggressione.

Prestare il proprio aiuto è un vero dovere sociale. In queste sfortunate circostanze la prima cosa da fare è mantenere la calma: agendo di fretta o ansiosamente, infatti, la situazione può degenerare. Se non si è medici o operatori sanitari, poi, è giusto non prendere iniziative azzardate (somministrazione di farmaci o creme, spostamento dei feriti gravi...), che possono peggiorare lo stato dell'ammalato piuttosto che aiutarlo.

Tenendo ben presenti questi due principi, ecco cosa si può fare, concretamente, per il primo soccorso, in attesa dell'arrivo di un'ambulanza o di un intervento specialistico.

Ferite

Le più profonde, dai margini frastagliati, infette o causate da morso di animale devono sempre essere curate da un medico. Per le altre, o come prima cura, si può iniziare pulendo con garza sterile e acqua corrente la ferita, partendo sempre dal centro verso l'esterno.

La disinfezione (con alcol, acqua ossigenata, mercurocromo) è sempre necessaria. Bisogna ricordarsi di lavarsi sempre le mani prima di toccare qualunque ferita. Nel caso vi sia emorragia di Sangue, è necessario tamponare la ferita con garza sterile e mettere il ferito in modo che la lesione si trovi più in alto del cuore.

Fratture

Non bisogna mai cercare di rimettere a posto la parte fratturata: si aggraverebbe il danno. L'arto fratturato va mosso il meno possibile, per cui è giusto, durante il trasporto fino all'ospedale, immobilizzarlo con mezzi di fortuna, senza legarlo proprio all'altezza della lesione.

Contusioni, distorsioni e lussazioni

Chi le subisce avverte un forte dolore localizzato; la parte lesa si gonfia, ed è impossibile muoverla. Nel caso si sospettasse una di queste tre lesioni, seguire la stessa procedura delle fratture. In più, è possibile fare impacchi freddi per arginare il gonfiore.

Soffocamento

Se la persona perde conoscenza e non respira più (in genere avviene per shock, asfissia, esalazione di vapori nocivi o scarica elettrica), bisogna prima eliminare la causa del soffocamento (il corpo estraneo dalla bocca, ad esempio, o la fonte di elettricità), poi disporre la persona sulla schiena e praticargli la respirazione bocca a bocca.

Questa tecnica si esegue soffiando con forza nella bocca dell'infortunato, fino a far rigonfiare il suo petto, tenendogli il naso tappato. L'operazione va ripetuta ciclicamente, fino all'arrivo dei soccorsi o fino alla ripresa spontanea della respirazione. Se la persona rinviene, non bisogna farla alzare, perché la carenza di Ossigeno sofferta potrebbe farla collassare.

Ustioni

Sulle parti lese non va mai applicata né crema né ghiaccio, al massimo solo acqua fresca, corrente, o impacchi di acqua praticati con garza sterile. È assolutamente vietato cercare di togliere gli abiti dell'ustionato: solo il medico può farlo senza provocare altri danni.

Avvelenamento

In caso di sospetto avvelenamento è importante capire quali sono le sostanze ingerite dall'infortunato e se sono corrosive o meno. Nel caso di ingestione di sostanze corrosive (possono essere presenti dei segni di ustione attorno alle labbra dell'infortunato) non bisogna assolutamente provocare il vomito, per evitare di aumentare i danni che tali sostanze provocano all'apparato digerente.

Quando invece si ha la certezza che l'infortunato non abbia ingerito sostanze irritanti o caustiche, è utile cercare di indurre il Vomito (magari mettendo due dita in gola al malato, che deve essere in ogni caso cosciente) e raccogliere la presunta sostanza tossica: i medici del pronto soccorso potranno analizzarla e decidere la cura migliore.

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31/03/2015
18/09/2013
TAG: Medicina d'emergenza-urgenza