Palermo, 1 apr. (AdnKronos Salute) - Il Maria Eleonora Hospital di Palermo, centro ad alta specialità di Gvm Care & Research, è la prima struttura sanitaria del Sud Italia ad aver ottenuto la certificazione europea, quale presidio autonomo, per l’impianto, con tecnica Tavi transapicale, del sistema aortico tedesco JenaValve. La certificazione dell’ospedale siciliano - rilasciata dall’azienda JenaValve Technology GmbH - arriva contestualmente al riconoscimento dell’attività ad alta specializzazione svolta in questo campo da Khalil Fattouch, in qualità di responsabile del dipartimento di Chirurgia cardiovascolare.

"Un doppio traguardo - sottolinea Fattouch - che testimonia ancora una volta il grado di massima competenza acquisita dal nostro Centro nella risoluzione delle patologie valvolari e che ci colloca ai vertici della graduatoria italiana ed internazionale. Inoltre ci avvaliamo del lavoro di Amerigo Stabile, responsabile del dipartimento Cardiologico CLINICO ed interventistico, esperto a livello nazionale nell’impianto di valvole aortiche percutanee per via transfemorale".
La Stenosi della valvola aortica è una condizione patologica piuttosto diffusa nei Paesi Occidentali (quasi 50mila le sostituzioni valvolari eseguite ogni anno tra Europa e Stati Uniti); se non adeguatamente trattata porta alla totale disabilità e la sopravvivenza si abbassa a meno di 5 anni.
Il sistema aortico JenaValve, applicato con metodica mininvasiva Tavi transapicale, permette d’intervenire sulla Valvola cardiaca malata direttamente dalla punta (apice) del cuore, introducendo il catetere per il rilascio della bio-protesi - realizzata in pericardio animale montato su stent autoespandibile in lega metallica (Nitinol) - attraverso una piccola incisione (appena 5 centimetri) sulla parte sinistra del torace del paziente.

Questo approccio minimizza il trauma e riduce sensibilmente il pericolo di complicanze, facilitando il recupero post-operatorio che è piuttosto rapido.
La procedura di sostituzione valvolare per via transapicale è indicata nei soggetti che presentano una stenosi (restringimento) aortica in stadio avanzato; molto spesso si tratta di anziani ad alto rischio chirurgico e con patologie concomitanti. Viene eseguita in anestesia generale sotto costante controllo ecografico e radiologico. La valvola nativa è lasciata in sede e non asportata. Il paziente può essere dimesso dall’ospedale nel giro di 3-4 giorni.