24/02/2016

Milioni di tiroidei potranno svegliarsi meglio

milioni di tiroidei potranno svegliarsi meglio
Rosaura Bonfardino
Scritto da:
Rosaura Bonfardino
Giornalista esperta in salute e benessere
Chi soffre di ipotiroidismo potrà presto cambiare le sue abitudini mattutine e tornare a dormire almeno mezz'ora in più. Lo sostengono ben tre ricerche italiane che potrebbero apportare cambiamenti particolarmente importanti nella vita di ben 4 milioni di ipotiroidei. Secondo un'indagine condotta da DovaPharma, il 68 per cento degli endocrinologi e il 43 dei medici di famiglia riceve segnalazioni di insofferenza da parte dei pazienti sulle modalità di assunzione della levotiroxina, farmaco di riferimento per la malattia. La terapia con levotiroxina viene assunta quando la tiroide non produce in quantità sufficiente questa sostanza o quando la ghiandola è stata asportata.
 
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Primo Studio

All'orizzonte c'è un sostanziale superamento del problema dell'aderenza alla terapia consueta che prevede uno stacco di almeno 30 minuti tra la compressa e la colazione. "I risultati dello studio italiano TICO1 pubblicato su Thyroid - afferma Carlo Cappelli (endocrinologo e responsabile ambulatori della tiroide-endocrinologia-2° Medicina, dipartimento di Scienze cliniche e sperimentali, Asst degli Spedali Civili di Brescia) e firmatario della ricerca - dimostrano che la levotiroxina nella forma liquida può essere assunta contemporaneamente alla colazione, e messa anche direttamente nella spremuta, nel cappuccino o nel caffè, non influenzando l'efficacia del farmaco".
Lo studio è stato condotto su 77 pazienti (64 donne e 13 uomini) ipotiroidei mai trattati farmacologicamente che hanno assunto per 6 settimane la soluzione liquida di levotiroxina o il placebo 30 minuti prima della colazione o al momento della colazione. Alla fine del trattamento, i pazienti di entrambi i gruppi hanno raggiunto uno stato eutiroideo e non è stata osservata alcuna differenza significativa per quanto riguarda i parametri ematici di controllo della tiroide.
 

Secondo Studio 

A supportare questa tesi, un'altra ricerca condotta dal team di Efisio Puxeddu, professore associato del dipartimento di Medicina dell'Università degli Studi di Perugia e pubblicato su Endocrine3. "Il mio studio - afferma - conferma che la formulazione liquida di levotiroxina è in grado di superare le restrizioni di assunzione proprie della formulazione in compresse. È stata dimostrata la pari efficacia terapeutica, attraverso la misurazione della concentrazione di TSH, tra la somministrazione della levotiroxina liquida durante la colazione o 10 minuti prima di colazione".
 

Terzo studio

In ben tre centri di riferimento è stato portato avanti il terzo studio, i cui risultati verranno presentati al prossimo congresso dell'Endocrine Society. In questo caso sono stati arruolati 101 pazienti ipotiroidei consecutivi con valori stabili di TSH in corso di terapia sostitutiva. Attraverso il passaggio alla formulazione liquida, si è potuto riscontrare un miglioramento della qualità di vita nella maggioranza (66 per cento) dei casi. "Per quanto riguarda invece i valori medi di TSH e i principali parametri metabolici - dice Enrico Papini, responsabile scientifico Associazione Medici Endocrinologi e direttore UOC Endocrinologia e Malattie del metabolismo, Ospedale Regina Apostolorum, Albano Laziale - non hanno mostrato modificazioni significative"."Il grande interesse di questi dati - continua Papini - è legato al fatto che circa il 10 per cento della popolazione italiana soffre di una patologia della tiroide e oltre il 3 per cento è in terapia con levotiroxina (LT4)".
 

Difficoltà odierne nell'assunzione del farmaco 

Tra i maggiori problemi che si sono riscontrati fino ad oggi nell'assunzione del farmaco, c'era la difficoltà con cui questo viene assorbito e assimilato, entrando soprattutto in contatto con cibo o bevande. In questi casi, fino ad ora - continua Puxeddu - l'endocrinologo poteva solo aumentare la dose di levotiroxina per garantire il raggiungimento dell'obiettivo terapeutico. Questo problema può essere risolto con la formulazione liquida che migliorando il profilo farmacocinetico dell'ormone, ne rende meno influenzabile e più stabile l'assorbimento, assicurandolo in tempi rapidi".
 

Come potrebbe cambiare la vita dei pazienti 

Per Paola Polano, presidente del Comitato Associazione Pazienti Endocrini, l'efficacia delle cure non dipende solo dall'appropriatezza prescrittiva, ma anche dal coinvolgimento del paziente nel percorso terapeutico. "Ciò - spiega - soprattutto in presenza di una patologia cronica come l'ipotiroidismo. La giusta interazione tra il medico e il paziente permette ai pazienti stessi di sentirsi parte attiva e consapevole del percorso terapeutico e ai medici di trovare la corretta collaborazione che consenta di adeguare la prescrizione alle esigenze del singolo paziente. Questo - continua - soprattutto con riferimento alla possibilità di scelta tra le diverse formulazioni di levotiroxina che consentono di prescrivere al paziente una cura adeguata per migliorare la qualità di vita del paziente fin dalle prime ore della giornata".

Per approfondire guarda anche “Malattie della Tiroide”:
TAG: Endocrinologia e malattie del ricambio
Rosaura Bonfardino
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Rosaura Bonfardino
Giornalista esperta in salute e benessere