Torna Movember, il mese dedicato alla salute maschile.

Dal 1 al 30 del mese la prevenzione è “coi baffi”. Inventato dall’australiana Movember Foundation nel 2003 e giunto anche in Italia ormai sette anni fa, il nome dell’iniziativa è una fusione tra “moustache” (cioè baffi) e November. Il movimento internazionale coinvolge circa 5 milioni di persone e ogni anno Movember invita tutti gli uomini a tagliarsi la barba e a lasciarsi crescere i baffi per aderire così simbolicamente alla campagna che li incoraggia a prendersi più cura, consapevolmente, della propria salute.

Movember, il mese dedicato alla salute maschile

Il focus di Movember è, in particolare, sul carcinoma prostatico e sul tumore ai testicoli. Il carcinoma prostatico è una malattia in costante aumento con un’incidenza, nei paesi occidentali, di oltre 55 nuovi casi per 100mila abitanti.

Il numero di casi attesi per anno in Italia varia tra 12 e 15mila, spiega la SIU, Società italiana di Urologia. Il tumore della prostata è infatti fra le neoplasie più comunemente diagnosticate costituendo il 20% circa di tutti i tumori di nuova diagnosi. Proprio a causa dei dati allarmanti, il lavoro scientifico intorno a questo tipo di tumore è moltissimo e ogni anno vengono presentati nuovi studi e nuove molecole per il trattamento della malattia.

Movember è allora anche un invito ai medici perché siano sempre informati per poter affiancare al meglio il paziente nel percorso di prevenzione e di cura. La SIU ha realizzato anche un vademecum per gli urologi per la cura del paziente con carcinoma prostatico avanzato.

Movember per combattere l’indifferenza e la scarsa conoscenza

Tagliando la barba e lasciando crescere i bassi, come da invito di Movember, si modifica l’aspetto estetico abituale della persona. Si cambia simbolicamente faccia per cambiare atteggiamento e iniziare a prendere sul serio il tema della prevenzione.

Prima ancora che un problema sanitario, dietro il tumore alla prostata c’è infatti un problema culturale. Da un’indagine Doxapharma del 2018 era infatti emerso che quasi la metà dei cinquantenni non è mai andato dall’urologo in vita sua e oltre tre uomini su dieci non hanno mai effettuato il test del Psa, l’antigene prostatico specifico: un test che comunque non è sempre affidabile e non può essere considerato l’unico esame di screening.

Si stima che le donne abbiano una consapevolezza 30 volte maggiore rispetto ai coetanei uomini dell’importanza di fare prevenzione. I maschi italiani conoscono poco o per niente il tumore della prostata, sebbene questo sia il più diffuso tra la popolazione maschile, e solo una minoranza lo considera un tumore molto comune, fisicamente invalidante e con un grande impatto sulla qualità della vita quotidiana, compresa quella sessuale.

In questo contesto Movember assume una grande importanza: si può partecipare alla campagna anche attraverso i social. Sul sito ufficiale del movimento ci sono tutte le informazione per essere parte attiva di questa grande iniziativa globale in difesa della salute maschile.