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03/11/2015

Novembre è il mese della prevenzione "coi baffi"

novembre e il mese della prevenzione coi baffi
Roberta Collina
Scritto da:
Roberta Collina
Esperta in Digital Health

Novembre, il mese della prevenzione "coi baffi"

Un recente sondaggio, condotto nel Regno Unito da Censuswide per conto del nuovo video social network  “eva”, rivela che barba e baffi non sono considerati elementi di fascino e che gli uomini barbuti non appaiono attraenti agli occhi delle donne. Più della metà delle intervistate (circa il 65%), infatti, avrebbe dichiarato di preferire un compagno con la faccia pulita.

Ma quelle stesse donne farebbero bene a chiudere un occhio e, anzi, a incentivare il proprio partner a sfoggiare un iconico baffo a manubrio almeno fino al 30 novembre. Il motivo? Una giusta causa: sensibilizzare le persone a un’educazione sanitaria consapevole.

Novembre è il mese dedicato alla prevenzione del Cancro alla prostata e del Cancro ai testicoli che prevede iniziative che vanno sotto il nome di MOvember (dall’inglese “MOustache”, baffi, e “NoVEMBER”, novembre).
 

Che cos'è MOvember

MOvember è un movimento nato dall’idea di quattro amici australiani che dal 2003 sono impegnati in una raccolta fondi e nella sensibilizzazione dell’opinione pubblica riguardo le più comuni forme tumorali maschili.

Durante tutto il mese di novembre gli uomini che aderiscono all’iniziativa, i "mo bro" (movember brother), con un gesto simbolico e solidale si fanno crescere i baffi per portare il proprio personale messaggio alla popolazione maschile e femminile sul tumore alla prostata e ai testicoli. 


Visite urologiche gratuite

Per questo motivo, nell’ambito delle iniziative di MOvember, LILT – Sezione Provinciale di Milano, promuove la campagna “Non facciamocene un baffo!” e invita tutti gli uomini a fare una visita urologica gratuita per una diagnosi precoce e un trattamento tempestivo del Tumore alla prostata (maggiori informazioni sul sito www.legatumori.mi.it).

Dai 40 anni in poi, le linee guida internazionali della European Association of Urology (EAU) e del National Comprehensive Cancer Network (NCCN) consigliano il test del PSA, un semplice esame di laboratorio eseguito con prelievo di sangue, eventualmente associato a una visita urologica. 

Leggi anche:
Speranze da una nuova molecola contro il cancro alla prostata
Promettenti i risultati di uno studio condotto su pazienti con precise mutazioni genetiche.  

La prevenzione è fondamentale, soprattutto “in presenza di fattori di rischio quali la familiarità di primo grado e l’invecchiamento”, spiega Marco Alloisio, presidente di LILT Milano. Il tumore della prostata, infatti, è il più frequente nei soggetti di sesso maschile e rappresenta oltre il 20% di tutti i tumori diagnosticati a partire dai 50 anni di età. In Italia, colpisce circa 42.000 persone l’anno ma la percentuale di uomini che si sottopone regolarmente a visite urologiche è ancora troppo basso.
E #MOvember è il mese giusto per fare prevenzione.

Per approfondire guarda anche: "I vantaggi della chirurgia mininvasiva per il cancro alla prostata"

TAG: Oncologia | Prevenzione | Salute maschile | Tumori | Urologia
Roberta Collina
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Roberta Collina
Esperta in Digital Health