Roma, 18 ago. (Adnkronos Salute)() - L'arrivo di turisti da tutto il mondo che fa più che raddoppiare gli abitanti dell'Isola, unito alla mancanza di controlli all'ingresso e alla carenza di personale. Sono gli elementi alla base delle difficoltà che sta attraversando la Sardegna per la nuova fiammata pandemica, con dati che rischiano di trascinarla in zona gialla, secondo il vicepresidente dell'Ordine dei medici di Cagliari, Emilio Montaldo, che è anche componente del comitato centrale Fnomceo, la federazione nazionale degli Ordini dei medici.
La Sardegna, spiega Montaldo all'Adnkronos Salute, "si trova in queste condizioni perché sono tante le persone che vengono a trascorrere qui l'estate, ma in aeroporto, come nei porti, c'è un'evidente carenza di controlli, sia per quanto riguarda i Green pass sia per il rilevamento della temperatura. Cose che, invece, lo scorso anno si sono fatte. Certo va un po' meglio del 2020 grazie al vaccino, le terapie intensive non sono sature ma i ricoverati stanno comunque crescendo e gli operatori, come in tutta Italia, mancano. Abbiamo davvero pochi strumenti, se non con grande volontà e sacrificio dei nostri medici, di fronteggiare questa situazione".
"Il vaccino anti Covid - continua Montaldo - è sacrosanto ed è il miglior presidio a nostra disposizione. E' dimostrato. Ma non è uno scafandro impermeabile contro tutti i mali. Quindi il distanziamento sociale, le attenzioni, lavarsi le mani, non portarle alla bocca, indossare la mascherina, sono atti di responsabilità che devono valere fino a quando non finisce la pandemia, altrimenti non ne usciamo".
Secondo il vicepresidente dell'Ordine dei medici di Cagliari "un maggior controllo in entrata avrebbe limitato un po l'impennata di contagi che va ad incidere su un sistema che già di per sé, non solo in Sardegna ma in tutta Italia, è debole. I medici sardi, per questa ragione, sono preoccupati anche perché, soprattutto i camici bianchi del territorio, hanno pochi riferimenti, le regole non sono sempre chiare e di facile applicazioni. I medici, con impegno personale, mettono spesso una pezza alle carenze. In questo senso credo si può parlare di eroismo", conclude.