30/03/2015

Pillola dei 5 giorni dopo: cade l'obbligo della ricetta

La pillola dei cinque giorni dopo va garantita alle donne italiane senza l’obbligo di dover presentare la ricetta medica e di dover fare il test di gravidanza. È quanto ha stabilito l’Aifa, (Agenzia Italiana del Farmaco) che si è adeguata quindi a quanto espressamente richiesto qualche tempo fa dall’Agenzia Europea del Farmaco.

La questione era stata posta al vaglio anche del Consiglio Superiore di Sanità che però due settimane fa aveva ribadito la necessità di mantenere l’obbligo della ricetta per la vendita della pillola dei 5 giorni dopo. Di parere diverso invece l’Aifa che ha così modificato le regole per accedere a questo contraccettivo di emergenza. L’obbligo di presentare la ricetta resta solo per le minorenni.

Come spiega il diretto dell’Aifa Luca Pani, “per tutelare le più giovani e visto che in Italia esiste la possibilità di prescrivere la pillola in ogni momento in ospedali e consultori, è stato deciso di lasciare questo limite. Si tratta di una decisione ancora più moderna di quella dell'Ema".

Recenti dati mostrano un preoccupante abuso della pillola dei 5 giorni dopo tra le teenager che spesso usano questo farmaco come contraccettivo e non come un farmaco da usare solo nei momenti di emergenza. E se da un lato l’assunzione della pillola una tantum non comporta particolari problemi, dall’altro poco si sa dei rischi connessi ad un uso “ripetuto ed incontrollato.

Ma vediamo più nel dettaglio come funziona la pillola dei cinque giorni dopo. Si tratta di farmaco, il cui principio attivo è l’Ulipristal Acetato, che va assunto entro e non oltre i 5 giorni dopo il rapporto a rischio (120 ore). La pillola, ricorda la dottoressa ELISA Sipio, ginecologa del Centro Medico Santagostino, non ha nulla a che vedere con la pillola abortiva che agisce interrompendo una gravidanza entro i primi due mesi, “ponendosi dunque come alternativa alla procedura chirurgica e viene somministrata nel contesto di una supervisione ospedaliera. La contraccezione d’emergenza invece posticipa o evita l’ovulazione, rende meno probabile il concepimento”.

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