Roma, 16 set. (AdnKronos Salute) - "Recitare in 'Mamma Mia' è stata la realizzazione di un sogno che avevo sin da piccola. A 50 anni mi sembra impossibile che io abbia avuto questa possibilità, mi sento fortunata. Non mi sembra vero di avercela fatta. Ho deciso di farlo perché mi mancava questa cosa nella vita. Mi stimolava mettermi alla prova. Ce l’ho messa tutta". Così Paola Fiacconi, paziente con emofilia e liberator del progetto 'Libera la Vita. Storie di sogni che l'emofilia non può fermare', ha descritto nei giorni scorsi a Milano il percorso che l’ha portata a realizzare il sogno di recitare nel musical 'Mamma mia'.
"I limiti della malattia - ha detto - sono quelli che ti porti dietro da bambina. La disabilità la vivi da quando sei piccola, soprattutto per emofilici della mia età. Questa è stata una liberazione, liberare la propria vita senza rinunciare ai propri sogni. Dovremmo essere tutti liberator dei nostri limiti".
"Mi era già capitato di usare il mio mestiere, l’arte e il teatro, per fini terapeutici, come una medicina. Devo dire che funziona, funziona tanto, soprattutto in certi casi - afferma Luca Ward, attore e doppiatore, che ha affiancato nelle vesti di coach Paola Fiacconi, permettendole di realizzare il sogno di esibirsi come attrice nel musical 'Mamma Mia - Come ad esempio per l’emofilia, una malattia devastante che pochi conoscono. Questa idea, lanciata da Sobi, ha dato la possibilità alle persone di mettersi in competizione, di poter realizzare un loro sogno e di sentirsi normali. L'esperienza è stata sicuramente positiva e da ripetere. Paola non è una professionista, la dritta che le ho dato è stata di essere sé stessa", conclude.