Roma, 21 giu. (AdnKronos Salute) - Più verde per i bimbi, contrastando il 'deficit di natura' con il coinvolgimento di pediatri e operatori sanitari. Questo l'obiettivo del progetto pilota "Ambiente, clima e promozione della salute dei bambini", promosso e sostenuto dal ministero della Salute, all'interno delle attività del Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie, coordinato dall’Istituto superiore di sanità (Dipartimento di ambiente e salute) e realizzato dal Cursa (Consorzio universitario per la ricerca socioeconomica e per l’ambiente) insieme con il Dipartimento di epidemiologia del servizio sanitario del Lazio. Il progetto, iniziato nella primavera del 2018, è giunto alla sua ultima tappa e i risultati sono stati presentati oggi nella Tenuta presidenziale di Castelporziano.
Uno dei punti chiave del progetto è stato il corso di Formazione a distanza (Fad) 'Natura è Benessere: dalla parte dei bambini' proprio per fornire ai pediatri, ai medici di famiglia e a tutti gli operatori sanitari lo strumento per sensibilizzare le famiglie verso stili di vita più sani e sostenibili. Il corso, sviluppato in collaborazione con il Servizio formazione, è erogato sulla piattaforma dell’Iss (www.eduiss.it). Ad oggi sono più di 6 mila gli iscritti al programma.
L'obiettivo è insegnare a identificare i fattori di rischio ambientali, come l’inquinamento, e descrivere come il verde urbano possa mitigare le esposizioni. Non solo. Vengono anche elencate dal Cursa le azioni necessarie per rinsaldare quel rapporto tra natura e bambini che sembra essersi logorato con l’avvento delle nuove tecnologie digitali: arrampicarsi su un albero, saltare dentro una pozzanghera, andare in cerca di fossili, guadare in sicurezza un ruscello, fare una passeggiata nel bosco di notte. Un focus particolare è stato dedicato agli spazi verdi nelle nostre città, ai parchi naturali e all’importanza di un contatto diretto dei bambini con la natura.
Il percorso formativo si conclude con una guida per la politica, introducendo un nuovo paradigma clinico, il 'disturbo da deficit di natura', come lo ha definito nel 2005 Richard Louv. Con questo termine il fondatore del 'Children and Nature Network', pone l’attenzione sugli stili di vita delle nuove generazioni che sono afflitte da una vera e propria sindrome, appunto, da 'deficit di natura' che si concretizza in riduzione della percezione dei cinque sensi, difficoltà di concentrazione, minore capacità fisica ed emozionale.