Chicago, 3 giu. (AdnKronos Salute) - In Italia sono circa 37 mila le donne che convivono con il cancro al seno al quarto stadio. Dall'Asco di Chicago, il congresso dell'American Society Clinical Oncology, arrivano buone notizie grazie a nuovi studi e aggiornamenti al trattamento del tumore al seno metastatico, inclusi il carcinoma mammario triplo-negativo Pd-L1-positivo e il carcinoma mammario Her2-positivo. I dati presentati da Roche comprendono i risultati della seconda analisi ad interim della sopravvivenza globale dello studio di fase III IMpassion130 sull'immunoterapico atezolizumab in associazione alla chemioterapia per il trattamento iniziale (prima linea) di pazienti con tumore al seno triplo-negativo localmente avanzato non resecabile o metastatico.
"Ci siamo impegnati per trasformare lo standard di cura nel tumore al seno per oltre 20 anni - spiega Anna Maria Porrini, direttore medico di Roche Italia - Ne è testimonianza la storia di trastuzumab, un anticorpo che ha modificato il paradigma di trattamento del carcinoma mammario Her2 positivo. I traguardi raggiunti da questa terapia sono stati migliorati ulteriormente dall'utilizzo combinato con pertuzumab, un anticorpo anti-Her2, sia in fase precoce che avanzata e che oggi dimostra un ulteriore beneficio per le pazienti. Nel tumore al seno di tipo triplo-negativo metastatico (mTNBC) abbiamo oggi ulteriori conferme di efficacia e sicurezza dell'immunoterapico atezolizumab nel primo studio positivo di fase III in questo ambito - evidenzia - mentre continuiamo a studiare questa molecola in un esteso programma di sviluppo clinico sia in fase di malattia precoce che metastatica. Portiamo avanti il nostro impegno nel trattamento del tumore al seno, con l'ambizione di offrire a chi ne è affetto soluzioni terapeutiche sempre più efficaci e personalizzate continuando a trasformare gli standard di cura".
I dati presentati all'Asco sanciscono "l'ingresso della prima immunoterapia nel trattamento del carcinoma mammario - sottolinea Roche - confermando l'efficacia di atezolizumab nel trattamento del mTNBC e aprendo nuove opportunità per la pratica clinica. Ad oggi infatti non esistono altri dati da studi di fase III con immunoterapici anti Pd-(L)1 nel trattamento di questo tipo di tumore".
"Inoltre - prosegue l'azienda - per il carcinoma mammario Her2-positivo sono stati anche presentati i risultati dell'analisi finale dello studio di fase III Cleopatra, in cui sono stati valutati l'efficacia a lungo termine e la sicurezza di pertuzumab in associazione con trastuzumab e chemioterapia con docetaxel nelle pazienti con carcinoma mammario metastatico (mBC) Her2-positivo non trattato in precedenza".
"I risultati di questi studi rappresentano entrambi importanti risultati nel trattamento di due particolari tipi di tumore del seno - afferma Giampaolo Bianchini, responsabile del Gruppo mammella presso l'Ospedale Irccs San Raffaele di Milano - In particolare, i risultati di lungo periodo dello studio Cleopatra sono davvero impressionanti, con un terzo delle pazienti ancora vive a 8 anni, rafforzando ulteriormente l'indicazione in prima linea di pertuzumab nelle pazienti con tumore metastatico della mammella Her2 positivo".
"Il follow-up aggiornato dello studio IMpassion130 - rileva l'esperto - conferma invece atezolizumab in associazione a chemioterapia come nuova opzione terapeutica per le pazienti con tumore metastatico della mammella triplo negativo in prima linea, positive al biomarcatore PD-L1. Alla luce dei dati ad oggi disponibili, non appena sarà approvato anche dagli enti regolatori in Europa, tale trattamento potrebbe rappresentare un nuovo standard di riferimento per questo specifico tipo di malattia".