Roma, 30 set. (Adnkronos Salute) - Oltre il 90% delle donne con tumore del seno, diagnosticato in fase precoce, guarisce. Merito degli esami di prevenzione che però, durante il lockdown causato dalla pandemia, hanno subito una serie di ritardi, per questo i controlli per le diagnosi precoci devono ripartire quanto prima. È l’obiettivo dell’undicesima edizione di 'Frecciarosa', progetto presentato oggi a Roma e promosso da IncontraDonna con il Gruppo Fs Italiane, col patrocinio della presidenza del Consiglio dei ministri e del ministero della Salute e il sostegno dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) e di Farmindustria.
"Nel 2020, in Italia, sono state stimate quasi 55mila nuove diagnosi di tumore della mammella, la neoplasia in assoluto più frequente in tutta la popolazione", afferma Adriana Bonifacino, presidente di IncontraDonna Onlus. "Scopo di 'Frecciarosa' è diffondere la cultura della prevenzione in un contesto sdrammatizzante e inusuale: i treni e le stazioni diventano luoghi d’incontro tra medici e cittadini in un simbolico 'viaggio nella salute'. La pandemia ha allontanato la popolazione da corretti stili di vita in termini di alimentazione sana e attività fisica costante e ha determinato criticità nell’adesione agli esami di screening con tempistiche accettabili. Sono le conseguenze indirette del virus".
"Nel 2020, rispetto al 2019, contiamo oltre 3.300 diagnosi mancate di carcinoma della mammella, 2.700 di collo dell’utero, 1.300 di carcinoma del colon-retto e oltre 7.400 di adenomi colorettali avanzati, proprio per il blocco e i ritardi nel riavvio dei programmi di prevenzione secondaria. È nostro compito far retrocedere in tempi rapidi questi numeri, altrimenti incrementeranno esponenzialmente. Nei prossimi anni la gestione delle patologie oncologiche sarà più complessa, perché i ritardi rischiano di causare diagnosi in stadio più avanzato. Pertanto, se da una parte dobbiamo sollecitare le istituzioni – e lo stiamo facendo anche come associazione – a riprendere quanto prima la normalità negli screening, nella medicina del territorio e nell’abbattimento delle liste di attesa negli ospedali, dall’altra – continua Bonifacino – dobbiamo essere responsabili in prima persona di una ripresa dei controlli".