Milano, 15 lug. (Adnkronos Salute) - E' un semi-digiuno a base vegetale studiato in ogni minimo dettaglio, non fai-da-te, ma da adottare sotto stretto controllo medico. E potrebbe essere un alleato delle cure ormonali per le donne con tumore al seno, anche metastatico. Sono le indicazioni che arrivano da uno studio internazionale a guida italiana, che ha valutato per la prima volta gli effetti di cicli ripetuti di una particolare dieta 'mima digiuno' su un gruppo di pazienti. Risultati che si sono guadagnati le pagine della rivista 'Nature'.
Il lavoro, coordinato dal Policlinico universitario San Martino di Genova e dall'Ifom (Istituto Firc di oncologia molecolare) di Milano, e sostenuto da Fondazione Airc, mostra il ruolo chiave dell'alimentazione. La dieta ipocalorica a base vegetale è stata testata per determinare il suo effetto sulla crescita del tumore in combinazione a terapia ormonale nei topi e nelle pazienti. Nel dettaglio, i dati sono stati raccolti su 36 pazienti in 2 studi clinici, condotti a Genova al San Martino e a Milano all'Istituto nazionale tumori da Filippo De Braud e Claudio Vernieri, e mostrano che cicli di dieta protratti per una media di circa 6 mesi riducono alcuni fattori di crescita che contribuiscono a favorire la proliferazione cellulare e possono influenzare la crescita tumorale.
Un risultato definito dagli esperti "incoraggiante", perché mostra che anche negli esseri umani, come negli esperimenti condotti in cellule in coltura e in topolini con tumore al seno, questo effetto metabolico potrebbe associarsi a una minore progressione del cancro, a un potenziamento dell'efficacia delle terapie e a un recupero della sensibilità al trattamento nei casi in cui si sia instaurata una resistenza ai farmaci. Tuttavia, puntualizzano gli autori, i dati sono preliminari e devono essere confermati in studi clinici più ampi, con numeri maggiori di pazienti.
Gli esperti tengono a ribadire e precisare che la dieta mima-digiuno "non è una cura anti-cancro fai da te", "non sostituisce mai le terapie prescritte dall'oncologo". Sia i cicli di dieta sia le settimane di intervallo prevedono protocolli precisi e devono avvenire sotto stretto controllo medico. E nelle settimane di intervallo tra un ciclo e l'altro va osservata un'alimentazione adeguata e un'attività fisica leggera.
"Non è consentito un approccio fai-da-te che aumenterebbe il rischio di malnutrizione, una condizione che nei pazienti oncologici può essere molto pericolosa, minando l'esito delle terapie", ammoniscono gli specialisti. "La dieta che abbiamo sperimentato, valutandone gli effetti clinici per la prima volta in donne con tumore della mammella anche metastatico in terapia ormonale, è un regime alimentare vegano ipocalorico che induce nel corpo gli effetti metabolici del digiunare, e per questo è stata chiamata mima-digiuno", spiega Alessio Nencioni, del Dipartimento di medicina interna del Policlinico San Martino - università di Genova, coordinatore dello studio assieme a Valter Longo dell'Ifom di Milano.
Longo è noto proprio perché da 15 anni studia l'effetto del digiuno contro i tumori, e riguardo alla dieta oggetto del nuovo lavoro aggiunge: "Nei topi, la dieta mima digiuno non solo ha rallentato la crescita tumorale, ma ha fatto regredire i tumori anche dopo l'acquisizione di resistenza alle terapie farmacologiche standard". Le pazienti arruolate nei trial non hanno mostrato effetti collaterali consistenti, "solo fastidi lievi e transitori come mal di testa e debolezza", continua Nencioni.
Alcune di loro, riferiscono gli autori, assumono la terapia per cicli mensili da quasi 2 anni e l'intervento risulta perciò ben tollerato, se adeguatamente pianificato. "La dieta ipocalorica abbinata alle terapie ormonali ha ridotto i livelli di glucosio in circolo, ma soprattutto la leptina, l'ormone che regola la sazietà, l'insulina e il fattore di crescita insulino-simile (Igf1), tutte proteine che favoriscono la proliferazione delle cellule di tumore della mammella - evidenzia Nencioni - Le modifiche metaboliche indotte dalla dieta mima-digiuno sono associate a effetti antitumorali positivi, che peraltro vengono mantenuti a lungo nel tempo".
"Ciò significa - osserva l'esperto - che questo regime di restrizione dietetica potrebbe essere un'arma in più per combattere il tumore della mammella nelle donne in terapia ormonale, senza il rischio di effetti collaterali seri. Abbiamo infatti osservato che il protocollo non compromette lo stato nutrizionale delle pazienti, se fra un ciclo di dieta e l'altro si prescrive un'alimentazione adeguata per evitare malnutrizione e perdita di peso. Inoltre, se si prevede un regime di attività fisica leggera/moderata fra un ciclo e l'altro, le pazienti mostrano anche un miglioramento della composizione corporea, con riduzione della massa grassa e aumento della massa magra".
Sono elementi "che indicano come i cicli di dieta mima-digiuno, sotto controllo dello specialista, possano avere effetti positivi senza pericoli consistenti per la salute delle pazienti, aiutandole a orientarsi nelle terapie complementari per evitare errori e migliorarne i risultati. Si tratta ovviamente di risultati iniziali ma, se saranno confermati, potrebbero aprire la strada a nuovi scenari nell'ambito delle terapie oncologiche integrate, diventando una strategia da abbinare alle consuete cure", conclude Nencioni.
Poche settimane fa, ulteriori dati sono arrivati da un lavoro condotto in collaborazione con Longo da un gruppo di centri oncologici olandesi, che hanno pubblicato uno studio clinico su 125 pazienti in cui la dieta mima digiuno aumentava l'efficacia della chemio contro il cancro al seno. "In futuro - suggerisce Longo - sarà importante capire anche che tipo di nutrizione sia più opportuno adottare tra un ciclo di mima-digiuno e l'altro per combattere il cancro".