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01/08/2018

Un cervello in provetta: riprodotto il primo organoide completo

un cervello in provetta riprodotto il primo organoide completo
Mara Pitari
Scritto da:
Mara Pitari
Giornalista & web content editor

Un cervello in provetta, da studiare in laboratorio per capire qualcosa in più sul funzionamento del più complesso e affascinante degli organi. Lo hanno messo a punto gli scienziati della statunitense Case Western Reserve University coordinati dal biologo Paul Tesar. Si tratta di un passo in avanti importante nello studio del cervello perché l’organoide riprodotto è il primo mini-cervello umano completo. Lo studio è apparso per la prima volta pochi giorni fa sulla rivista scientifica Nature Methods.

Un cervello in provetta: il primo organoide completo

La tecnologia degli organoidi, che permette di riprodurre organi umani in provetta a partire da cellule staminali, ha rivoluzionato la capacità di generare e studiare il tessuto umano in laboratorio. Tuttavia, per quanto riguarda il cervello, gli organoidi ottenuti finora non erano completi, soprattutto non contenevano tutte le cellule della corteccia e in particolare gli oligodendrociti, che sono fondamentali per un cervello sano, perché producono la mielina, una sostanza che avvolge le connessioni delle cellule nervose.

Senza la mielina, infatti, le cellule nervose non possono comunicare efficacemente e possono deteriorarsi, tanto che molte malattie neurologiche derivano da difetti della mielina, tra cui la sclerosi multipla o l'epilessia.

Cervello in miniatura, un laboratorio naturale per la ricerca

Il cervello in miniatura, messo a punto recentemente da Tesar and co., contiene tutti i tipi di cellule che appartengono alla sua parte più evoluta, la corteccia. La ricerca ha così a disposizione un laboratorio naturale per capire l’origine di molte malattie neurologiche e sperimentare farmaci nuovi.

Il mini cervello completo ottenuto dai ricercatori al termine dello studio, somiglia a una piccola sfera. Al suo interno si trovano le cellule della corteccia a partire da staminali pluripotenti indotte, cioè cellule riprogrammate e fatte tornare bambine a partire da cellule adulte del paziente.

Ci sono poi diversi tipi di proteine che inducono le staminali a trasformarsi nei più importanti tipi di cellule presenti nella corteccia cerebrale umana: i neuroni, che sono le principali cellule del tessuto nervoso, gli astrociti, che costituiscono la glia, ossia la struttura portante del cervello, e gli oligodendrociti.

La tecnologia che spazza via i test sugli animali

Gli organoidi, ovvero le strutture tridimensionali ottenute dalle cellule staminali, sono una frontiera importante per la scienza: rappresentano infatti un’alternativa ai test sugli animali, in secondo luogo potrebbero rivelarsi una risorsa utile anche per i trapianti, nella creazione in laboratorio di veri e propri organi da utilizzare per sostituire organi danneggiati.

Attualmente le tecnologie per creare organoidi sono ancora primitive, eppure sono stati fatti negli ultimi anni incredibili passi in avanti. L’ultima creazione made in Usa lo dimostra pienamente: la strada per comprendere a pieno il funzionamento del cervello è certo ancora lunga ma questa creazione di laboratorio sarà da oggi come un libro aperto sulla materia, ancora tutto da leggere.

Per approfondire guarda anche: “Ictus”

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TAG: Cervello | Farmacologia | Malattie neurologiche | Neurologia | Ricerca | Sistema nervoso
Mara Pitari
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